Vuo’ vede’

27 giugno 2009 by Monica

Vuo’ vede’ ca cunfromme me ne vaco,
tu me vuo’ bene comme ll’ata sera,
e rieste, cumm’a me, felice e allera,
pecché saie ca si parto resto ccà?
Ccà resto, ‘o ssaie: sto ccà. Pure si ‘a vita
me porta ‘a n’ata parte…
E me fa pena tanta e tanta gente
ca quanno parte, ‘o vero se ne va.

— Eduardo De Filippo

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Sei tu?

16 aprile 2009 by Monica

Lei avrebbe voluto indossarlo quell’amore, lasciandosene avvolgere e scaldare come da un accogliente mantello di squisita fattura. Invece aveva potuto – solo e ogni tanto – gettarselo sulle spalle, come una corta sciarpa momentaneamente prestata e che non è tua.
E si vede. L’amore clandestino è così. Ha poca stoffa, intessuto com’è di assenze, che accumulano canestri colmi delle parole che gli amanti non hanno avuto il tempo di dire, di azioni risparmiate in assenza dell’altro, di noie e risate mai condivise, dialoghi immaginari, passeggiate mancate e film mai visti insieme, di esperienze mai avute. Soprattutto l’esperienza – sovrana – dell’altro con gli altri sullo sfondo del mondo, quando dici: "Ti presento il mio amore".

 

— Alba Arena

Tutti vecchi

29 marzo 2009 by Monica

Vecchi“Tutti vecchi” è stato il commento secco, brevissimo e affilato al termine di un weekend colmo di incontri con persone che non vedevo da tempo.

Un commento che mi ha colpito, anche perché tra i “tutti vecchi” ero compresa anch’io :-)

Dove sono finiti i bambini? Abbiamo 30, 35, 40 anni e niente bambini. Nemmeno uno. Niente. Nemmeno nei pensieri, nei progetti.

La mia generazione è stata defraudata di tante cose, e questa secondo me è la peggiore. Perché se i bambini non ci sono non è colpa di una singola scelta personale. E’ un po’ la situazione generale, la non-crescita dei “bamboccioni”, l’incertezza per il futuro diventata pane quotidiano, eccetera.

Siamo diventati “tutti vecchi” illudendoci di essere ancora ragazzini. Pensando che c’è sempre, ancora tempo. Magari è vero. Magari no. Non c’è una regola scritta, sicuramente. Ma stare ad aspettare che accada qualcosa (cosa?) non so fino a che punto è una buona idea.

E’ che a me senza bambini il mondo sembra un po’ triste, perché è solo attraverso il loro modo di vederlo diventa bello. I bambini hanno le loro idee sul mondo che nulla hanno a che fare col mondo. Per questo lo fanno sembrare tanto allegro.

A me, per esempio, basta parlarci cinque minuti e imparo un altro punto di vista, e anche le mie idee cambiano di conseguenza. Succede continuamente.

Insomma, il messaggio del weekend è stato: “non illudetevi, signori trentenni, siete già superati” :-)

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Venuto al mondo

22 marzo 2009 by Monica

Immagine di Venuto al mondo

Pochi mesi prima, in un giorno qualunque, nello specchio di un ascensore avevo visto i mille versi che le piccole rughe appena visibili avrebbero preso, come baffi, come riccioli capricciosi, rimaneggiando i miei lineamenti. E avevo capito che l’epicentro dell’esplosione è un cruccio che parte da dentro e da dentro ci caria. Da lì partono le crepe, come un vetro che si frantuma e resta in piedi. Non s’invecchia giorno dopo giorno, s’invecchia di colpo, di un nodo amaro. Una scintilla guasta che ci folgora, ci insudicia… sparge amarezza sul nostro viso.

— Margaret Mazzantini

Facebook e i blog, a ciascuno il suo

15 marzo 2009 by Monica

Il mio parere a proposito di “dove vanno i blog“, secondo alcuni “soppiantati” da Facebook, è tutt’altro che negativo.

Secondo me i blog hanno acquistato in qualità. Tutto il cazzeggio, la fuffa, gli scambi di link, di segnalazioni… sono stati delegati ad uno strumento più adatto, più immediato e veloce. Perché non è mica detto che ogni volta che voglio condividere con amici e resto del mondo un link o un’immagine, io senta necessariamente il bisogno di allegare un post intero per spiegare perché e per come. Condivisione senza bisogno di aggiungere ogni volta, ad ogni “re-blog”, ulteriore inutile rumore di fondo.

Ai blog restano le conversazioni, lo scambio di pareri più approfonditi, più argomentati. Ho l’impressione che sui blog si scriva meno, ma meglio; che i post siano in numero minore ma più interessanti, proprio perché scremati da tanto “rumore” che, a mio parere, è giusto che stia altrove.

A ciascuno il suo.

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