“Tutti vecchi” è stato il commento secco, brevissimo e affilato al termine di un weekend colmo di incontri con persone che non vedevo da tempo.
Un commento che mi ha colpito, anche perché tra i “tutti vecchi” ero compresa anch’io :-)
Dove sono finiti i bambini? Abbiamo 30, 35, 40 anni e niente bambini. Nemmeno uno. Niente. Nemmeno nei pensieri, nei progetti.
La mia generazione è stata defraudata di tante cose, e questa secondo me è la peggiore. Perché se i bambini non ci sono non è colpa di una singola scelta personale. E’ un po’ la situazione generale, la non-crescita dei “bamboccioni”, l’incertezza per il futuro diventata pane quotidiano, eccetera.
Siamo diventati “tutti vecchi” illudendoci di essere ancora ragazzini. Pensando che c’è sempre, ancora tempo. Magari è vero. Magari no. Non c’è una regola scritta, sicuramente. Ma stare ad aspettare che accada qualcosa (cosa?) non so fino a che punto è una buona idea.
E’ che a me senza bambini il mondo sembra un po’ triste, perché è solo attraverso il loro modo di vederlo diventa bello. I bambini hanno le loro idee sul mondo che nulla hanno a che fare col mondo. Per questo lo fanno sembrare tanto allegro.
A me, per esempio, basta parlarci cinque minuti e imparo un altro punto di vista, e anche le mie idee cambiano di conseguenza. Succede continuamente.
Insomma, il messaggio del weekend è stato: “non illudetevi, signori trentenni, siete già superati” :-)