Mag
10
di Monica
Cambiare rende piacevole la vita. La noia non fa bene.
(L’ho appena detto chiacchierando con un’amica e mi sono resa conto che era un ottimo modo di rompere il ghiacchio e introdurre questo post.)
Così anche il blog fa il cambio dell’armadio: via il template autunno-inverno, arriva la collezione primavera-estate. Colori nuovi, aria nuova. Monick nuova? Chissà.
Ho qualche difficoltà a scrivere sul blog. Trascorrendo online pochissimi minuti al giorno, mi sento completamente fuori da tutte le conversazioni. Prima o poi recupererò, spero.
Qualcosa mi manca, è vero, ma d’altra parte gli amici veri, sinceri, continuo a sentirli ugualmente, senza necessità di bit. Loro sono la cosa più importante, quello che non potrei perdere.
Per tutto il resto, abbiate pazienza. Presto o tardi tornerò…
Mag
08
di Monica
Casa è dove l’auto ti riporta quando guidi stanco, col pilota automatico nel cervello, per una strada dove non hai bisogno del navigatore.
Casa è dove entri e il semplice gesto di chiuderti una porta dietro le spalle ti fa rilassare, è dove ti togli le scarpe e ti abbandoni sul divano e puoi lasciare i piatti da lavare anche dopo, più tardi, prima di dormire.
Casa è il posto a cui pensi quando si avvicina l’ora di uscire dall’ufficio, e non vedi l’ora di arrivare.
Casa è come nido, è il tuo posto nel mondo. E’ più una cosa che senti dentro. Me ne sto accorgendo ultimamente, quando nelle chiacchiere tra colleghi dico "A casa mia…", oppure "Da me…", e la gente mi chiede: "Dove?". E naturalmente io intendo sempre Potenza. E questa cosa, quando ci rifletto su, mi rende contenta. Potenza è casa mia.
Ma adesso "casa mia" è lontana e io sto cercando un posto nuovo: i miei muri, la mia cucina, il mio letto, il mio divano saranno altri. Forse un giorno sarà un’altra anche "casa mia", un’altra città, una cosa che sentirò dentro diversa e che identificherò come il mio posto nel mondo. Chissà.
In realtà in questo periodo mi sembra quasi di essermene andata su un altro pianeta.
E di "posti" ne sto vedendo tanti e finora niente mi piace. Niente che possa candidarsi a conquistarmi. Ma siamo fiduciosi, e perseveranti…
Mag
04
di Monica
Il tempo è già finito e ci siamo anche commossi, che l’avremmo voluto dilatare chissà per quanto mentre ci osservavamo con gli occhi fissi come a volerci imprimere sulla retina in modo indelebile il sorriso di chi ci sta accanto tutti i giorni e non avevamo ancora mai incontrato.
E’ pochissimo anche il tempo che ho io per scrivere, ma nemmeno trovo l’ispirazione. L’aspetto emotivo di questo barcamp a Matera ha totalmente prevalso rispetto a tutto il resto, e per le emozioni non trovo parole. Francamente non so dire quasi nulla, tranne che vi voglio bene.
Mag
02
di Monica

Signori, ci siamo! Il grande giorno è arrivato. Siete pronti a partire domattina alla volta di una delle più belle città d’Italia? Ci saremo proprio tutti (o quasi), anzi, molti sono già lì!
Muoviti su! Che aspetti?
Mag
01
di Monica

Ho girovagato per quasi mezz’ora tra gli scaffali di Borri Books a Tiburtina senza che nulla mi ispirasse un acquisto, quando, ormai rassegnata ad uscire a mani vuote, il mio sguardo ha incrociato una copertina tra mille, quella di "Le vostre miserie, il mio splendore" di Gianluca Nicoletti; la memoria (scarsissima, quella di cui dispongo) ha fatto il suo dovere ricordandomi di averne sentito parlare, e così, al volo, l’ho preso. Poi avevo un viaggio lungo quattro ore e allora mi ci sono anche dedicata.
Si tratta di un romanzo scritto da un avatar di Second Life, che racconta il suo modo di vedere il mondo, quello sintetico in cui vive e quello reale di noi "picchiatasti". L’idea di partenza sembrava buona.
Peccato che poi tutto si riduca a un unico concetto: gli esseri umani fanno schifo, per due motivi: 1) non sono perfetti come invece lo sono gli avatar (mangiano, digeriscono, invecchiano e in qualche caso puzzano); 2) esiste solo il sesso, nessun’altro aspetto dell’esistenza ha la minima importanza ed è su questo che si fonda in modo totalizzante anche la loro seconda vita.
Il libro è scorrevole, sì, e sicuramente riporta situazioni vere o comunque verosimili. Tuttavia penso anche che Nicoletti si sia fermato un passo prima dal diventare interessante: come purtroppo molti giornalisti continuano a fare, probabilmente ha voluto puntare su quello che fa più "notizia" o scalpore riguardo ai mondi sintetici, ed ha rivolto la sua attenzione a redigere la cronaca di episodi che cominciano a stancare a pagina 30 (e ben prima di sei mesi, in world).
Persino la descrizione del personaggio-protagonista, voce narrante, è molto carente: non si capisce da che parte sta, dichiara di detestare l’essere umano che lo controlla eppure si appassiona alle vicende, interviene con le sue opinioni, quasi gli si affeziona e finisce col somigliargli (cosa d’altra parte normale per come vengono di solito intesi gli avatar, ma che nello spirito del personaggio suona contraddittorio).
Il mio giudizio è che non si tratta di nulla di interessante. Mi aspettavo, speravo in un saggio illuminato "Granieri style" (una visione del mondo piuttosto che una dettagliata cronaca di nevrosi di vario tipo, tutte, senza eccezione, in salsa sessuale) in forma romanzata. Occasione sprecata.