Operazione Parlamento Pulito

Leggo non senza sorridere la notizia su Repubblica secondo cui dalla data di oggi i parlamentari hanno la possibiltà di installare sui pc di “lavoro” il sistema operativo Linux al posto di Windows, e risparmiare in questo modo sulla spesa per le licenze Microsoft. L’ordine del giorno era stato presentato da Pietro Folena e Franco Grillini, il quale a quanto pare è patito di tecnologia e si è messo a testare anche l’altra novità: la rete Wi-Fi che copre tutto Montecitorio e zone limitrofe. L’onorevole ha provato il collegamento senza fili “al Transatlantico, dalla buvette, dall’emeroteca, dal giardino d’onore e dai salottini laterali al cortile” e pare che funzioni benissimo.
E pensare che nella facoltà di Informatica dove ho studiato, hanno installato degli access point da anni, finanziati da un qualche progetto, e tuttora non sono ancora in funzione…
Che vi devo dire. C’è chi grida alla grande rivoluzione. Io tutto questo entusiasmo non lo provo, sarà per l’invincibile diffidenza nei confronti dei nostri politicanti, non importa da quale parte stiano.
La grande innovazione sarebbe stata una migrazione completa e collettiva a Linux. Che ci sia un parlamentare ogni N, per N grande a piacere, che vuole togliersi uno sfizio, beh, non mi cambia la vita, mi pare. E’ solo un’ulteriore opzione di scelta che questi signori si sono dati. L’impiegato medio, la possibilità di decidere il sistema operativo da usare sul computer dell’ufficio (quindi non di sua proprietà) mediamente non ce l’ha.
E non ha nemmeno la rete wireless gratuita ai giardinetti.
Update: a quanto pare i deputati tecnologici non si sono fermati qui. Hanno immediatamente trovato il modo di investire (in modo certo e veloce) i soldi (teoricamente) risparmiati con Linux. Perché in Italia lo scandalo è l’intercettazione, non le porcate intercettate.

30 Luglio 2007 at 10:52
ti ho citata, anche se non sarai d’accordo :)