Archive for Settembre, 2007

Set
29

Dal popolo della rete, solidarietà al popolo birmano

di Monica

La mobilitazione generale di ieri a favore della liberazione della Birmania dal regime ha riscosso grande “successo”. Tutto il mondo è sceso in piazza; in Italia c’è stata una grande manifestazione a Roma, oggi pomeriggio ce ne sarà una a Milano.

Nella mia piccola cittadina di provincia non sono state organizzate iniziative particolari, ma mi ha fatto piacere, ieri sera, camminando lungo il corso principale, notare quante persone indossassero una maglia rossa (o almeno una sciarpa, come me). Una piccola manifestazione silenziosa.

La blogosfera si è tinta di rosso, e il mitico Alfredo ha avuto la brillante idea di dare risalto all’iniziativa proponendo, durante il telegiornale regionale delle 19.30, un servizio sulla partecipazione dei bloggers lucani alla mobilitazione per fermare i massacri che stanno avendo luogo nel Myanmar. A imperitura memoria vi propongo l’intero video (ringraziamo mamma Rai per la pessima qualità), assieme all’articolo scritto e letto in diretta da Alfredo con la sua cravatta rossa:

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“Mentre sugli schermi televisivi scorrono le immagini drammatiche della repressione del popolo birmano, in tutto il mondo si mobilita il popolo della rete.
Anche molti blog lucani hanno aderito alle diverse iniziative di solidarietà con la popolazione del Myanmar.
Tutti hanno messo sulle loro pagine qualcosa di rosso, il colore delle vesti indossate dai monaci buddisti che in questi giorni si stanno opponendo, con la nonviolenza, alle armi dell’esercito governativo.
Non e’ casuale la mobilitazione dei blogger, visto che proprio grazie a internet in questi giorni e’ stato possibile conoscere i drammatici avvenimenti della Birmania, dove la repressione sta colpendo anche i giornalisti.
E proprio per questo il governo birmano ha deciso di sospendere gli accessi al web, attraverso i quali era stato possibile aggirare la censura.
Ma la mobilitazione dei blogger italiani e lucani potrebbe servire a sollecitare l’intervento della comunità internazionale, per fermare la violenza nei confronti del popolo birmano”.

Queste iniziative sono assolutamente lodevoli, tuttavia spesso si incorre nella sindrome da “scendiamo in piazza e proclamiamo un giorno di rivoluzione”, che, se non accompagnata da una corretta informazione (e sensibilità), rischia di lasciare il tempo che trova e l’idea di aver fatto una buona cosa, così la coscienza è a posto.

L’attenzione deve restare alta, perché purtroppo, se la manifestazione in sé è finita, ancora oggi giungono notizie di violenze che non sembrano voler terminare. Deve restare alta perché la situazione è complessa, come Marco racconta (oh, quanto vorrei saper scrivere bene come Marco).

Lo sforzo che tutti noi occidentali dovremmo fare (oltre a seguire la testata PeaceReporter, che segue gli avvenimenti in diretta) è informarci, approfondire, conoscere: addentrarci nel lontano mondo asiatico, superandone l’immagine esotica.

Letture consigliate:

Forse nessuno di noi può risolvere grandi e complesse situazioni, ma conoscendo pienamente ciò che accade, il nostro gesto di solidarietà assume un significato più pieno e più sincero.

Set
28

Birmania libera

di Monica

Help the People of Burma (Birmania) — Post this Meme on Your Blog!

Note: This is a new kind of online protest that uses blogs to spread a petition globally. To participate, just add your blog by following the instructions in this blog post. This not an issue of partisan politics, this is an issue of basic human rights and democracy. Please help to prevent a human tragedy in Burma by adding your blog and asking others to do the same. By passing this meme on through the blogosphere hopefully we can generate more awareness and avert a serious tragedy. As concerned world-citizens this something we bloggers can do to help.

How to participate:
1. Copy this entire post to your blog, including this special number: 1081081081234
2. After a few days, you can search Google for the number 1081081081234 to find all blogs that are participating in this protest and petition. Note: Google indexes blogs at different rates, so it could take longer for your blog to show up in the results.

THE SITUATION IN BURMA AND WHY IT MATTERS TO ALL OF US
There is no press freedom in Burma and the government has started turning off the Internet and other means of communication, so it is difficult to get news out. Individuals on the ground have been sending their day-by-day reports to the BBC, and they are heartbreaking. I encourage you to read these accounts to see for yourself what is really going on in Burma. Please include this link in your own blog post. The situation in Burma is increasingly dangerous. Hundreds of thousands of unarmed peaceful protesters, including monks and nuns, are risking their lives to march for democracy against an unpopular but well-armed military dictatorship that will stop at nothing to continue its repressive rule. While the generals in power and their families are literally dripping in gold and diamonds, the people of Burma are impoverished, deprived of basic human rights, cut off from the rest of the world, and increasingly under threat of violence.This week the people of Burma have risen up collectively in the largest public demonstrations against the ruling Junta in decades. It’s an amazing show of bravery, decency, and democracy in action. But although these protests are peaceful, the military rulers are starting to crack down with violence. Already there have been at least several reported deaths, and hundreds of critical injuries from soldiers beating unarmed civilians to the point of death. The actual fatalities and injuries are probably far worse, but the only news we have is coming from individuals who are sneaking reports past the authorities. Unfortunately it looks like a large-scale blood-bath may ensue — and the victims will be mostly women, children, the elderly and unarmed monks and nuns. Contrary to what the Burmese, Chinese and Russian governments have stated, this is not merely a local internal political issue, it is an issue of global importance and it affects the global community. As concerned citizens, we  cannot allow any government anywhere in the world to use its military to attack and kill peacefully demonstrating, unarmed citizens. In this modern day and age violence against unarmed civilians is unacceptable and if it is allowed to happen, without serious consequences for the perpetrators, it creates a precedent for it to happen again somewhere else. If we want a more peaceful world, it is up to each of us to make a personal stand on these fundamental issues whenever they arise. Please join me in calling on the Burmese government to negotiate peacefully with its citizens, and on China to intervene to prevent further violence. And please help to raise awareness of the developing situation in Burma so that hopefully we can avert a large-scale human disaster there.

Set
14

Decisioni

di Monica

Arriva sempre il momento in cui le decisioni non si possono più rimandare. Uno di questi momenti è arrivato qualche minuto fa.

Dopo le avverse vicende che ho raccontato a suo tempo in questo post, finisce un’altra esperienza lavorativa andata in modo totalmente opposto a quanto si prospettava. Risparmio i dettagli, chi mi conosce di persona già li sa, e chi no… beh… sappia che non ho lavorato in condizioni umane! :-P

Ci scherzo su, perché sono convinta di aver fatto la scelta giusta, anche se ho tanta confusione e un futuro decisamente nebuloso, per adesso.

Ma mi rincuora l’idea di poter tornare a gestire la mia vita, aver tempo di leggere un libro, di curarmi i capelli o andare in palestra… e di ricominciare a fare la cosa che mi è sempre piaciuta di più, cioè imparare. Nonostante l’ansia da prestazione che mi mettono gli esami, c’è una citazione che non riesco mai a non tenere a mente:

“…era stato un vero fallimento pubblico, e arrivai addirittura a pensare di andarmene. Ma qualcosa cominciò a farsi strada dentro me: amavo ancora quello che avevo fatto, e ciò che era successo non aveva cambiato questo di un nulla. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Così decisi di ricominciare.” (Steve Jobs)

Amo il mio mestiere, quello che faccio, amo le sfide che pone, la ricerca scientifica, la lineare e semplice bellezza delle basi matematiche sottintese. Perciò ricomincio, nonostante l’ansia da prestazione. Ricomincio perché era un vecchio sogno che credevo morto con lei… e invece, proprio per lei, è ancora vivo, forse più di allora.

E stasera in un impeto di megalomania guarderò I pirati di Silicon Valley!

Set
13

Waiting for the rain

di Monica

Se in questi giorni sbrocco, è perché succede così:

Set
11

Comunicazione sociale?

di Monica

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Lo spot in questione circola da qualche giorno sulle maggiori reti nazionali. Una giovane signora, alle prese con la preparazione della cena, trova il classico post-it sul frigo: “X mamma: la ricetta è nel computer”. Evidentemente la signora era convinta che quello che stava sulla scrivania fosse un soprammobile: osserva il monitor (spento), lo rigira tra le mani, guarda sotto la tastiera, scuote il mouse, tenta di aprirlo, svita pezzetti vari… chissà che ricetta segreta cerca.

Poi appare a tutto schermo una scritta nera su sfondo bianco:

PER PROTEGGERE TUO FIGLIO
DAI RISCHI DELLE NUOVE TECNOLOGIE,
IMPARA A CONOSCERLE.

La scena torna al pc, davanti al quale sono seduti la signora con suo figlio, dall’età apparente di 10-12 anni. A questo punto una suadente voce fuori campo acclama:

QUANDO TUO FIGLIO USA INTERNET, VIDEOGIOCHI E TELEFONINI,
STAGLI VICINO.

Non ho potuto seguire il finale perché mio figlio mi sgomita e mi dice: “Sentito? Stagli vicino… COSI’ FINALMENTE IMPARI AD USARLO!

(ci hanno tutto da insegnarci, ’sti giovanotti…)