Archive for Ottobre, 2007

Ott
31

Il bravo informatico

di Monica

Esce stamattina (anzi stanotte, io l’ho letto in anteprima sul PDA ieri sera nel mio lettuccio prima di addormentarmi) su Punto Informatico un bell’articolo di Giuseppe Cubasia, intitolato “Chi è un Bravo Informatico?” (con le lettere maiuscole, sì).

L’articolo è un po’ più lungo della media del famoso portale, ma devo dire che, almeno per me, è molto interessante. Senza contare che è scritto in maniera chiara, a parole semplici e anche a tratti un po’ ironico - purtroppo non è strano trovare a volte degli interventi di esperti tra virgolette che, in qualità di esperti tra virgolette, devono dimostrare al mondo di essere tali utilizzando frasari astrusi, cercando di farti capire il meno possibile in modo che tu che leggi e non capisci niente pensi: cavoli, quanto è avanti questo qui, anche se in realtà raramente è così, ha solo un buon dizionario dei sinonimi e contrari per descrivere in trenta righe un concetto che stava in una frase. Comunque, divagazioni a parte, Cubasia scrive bene.

E ha scritto bene anche del nostro mestiere di informatici: mi ci butto dentro, anche se lui pratica la professione tra 25 anni e io da 2 scarsi e la mia esperienza è limitata (però c’è, eh). Ne ha scritto bene perché per una volta non ho letto i soliti discorsi di stipendi, diritti, contratti - problemi assolutamente contingenti, di cui peraltro ho scritto anch’io qualche mese fa - ma di ciò che significa fare questo mestiere tutti i giorni, della passione che ci si mette, dell’autoironia e autocritica che fortunatamente ci accompagnano sempre, ma anche della volontà, e della capacità, di far comprendere a chi ci sta di fronte

quanto il Vostro lavoro sia complesso e sfaccettato (e di conseguenza oneroso ed impegnativo), perché deve essere accurato, completo per dare un servizio che nel tempo porterà guadagno (ovvero risparmio)

La riflessione più bella per me resta questa:

(l’informatica) la si vede in molti modi differenti: talvolta come una form, talvolta come un semplice pulsante, e spesso solo come una cifra in un conto d’investimento, quasi mai, anzi proprio mai come un sofisticato meccanismo creato dalle abili mani di un artigiano.

Sì, perché per quanto la si voglia far sembrare un prodotto industriale, l’informatica fatta a qualsiasi livello è del tutto artigianale.

Anche se ho ancora tante cose da imparare, mi dà un senso di gioia sapere di essere una specie di artista creativa!

Ott
28

Una Ratatouille realistica

di Monica

Su consiglio del mio professore di grafica tridimensionale sono andata al cinema a vedere “Ratatouille”, l’ultimo film della Disney Pixar uscito nelle sale da qualche giorno.

Mi sembra banale raccontarvi che i film della Disney sono stati e continuano ad essere sempre molto piacevoli da seguire, i personaggi sono sempre divertenti e (per essere un film destinato ad un pubblico giovanissimo) molto ben delineati psicologicamente, le trovate sono simpatiche…

La vera novità di questo film sta nei passi da gigante che la grafica tridimensionale ha fatto negli ultimi anni. I personaggi erano volutamente “pupazzi” - topolini con espressioni umane, umani con la testa enorme ed il corpo sottilissimo - ma le ambientazioni erano spinte ad un realismo estremo.

Sono rimasta scioccata dalla scena in cui la colonia di topi finisce in acqua: sembrava assolutamente vera, le luci, le ombre, i riflessi dell’acqua, la pioggia, gli schizzi, non c’era nulla di forzato, non riusciva a darti la sensazione del “finto”. Tutta l’ambientazione della cucina del ristorante, allo stesso modo, sarebbe sembrata una fotografia: le superfici, i materiali…

Per chi è appassionato di grafica tridimensionale, secondo me è un film imperdibile, non fosse altro che per stupirsi dell’evoluzione che nel giro di pochi anni ha avuto.

Per chi non lo è, il film è piacevole comunque, è una bella storia e… mette appetito!

Ott
27

La blogosfera secondo me

di Monica

Ultimamente questa “blogosfera” mi sta lasciando perplessa… Seguo molti blog attraverso i feed e, con la quasi sola eccezione dei blog “tematici” e/o tecnici, di cosa parla la maggior parte dei blogger? Dei blog, dei blogger, del ruolo dei blogger, delle alterne fortune dei blog, dei gravi problemi (!) che affliggono i “poveri” blogger, di come si fa a fare un blog di successo, di “cosa” è, alla fine, un blog di successo, e soprattutto, di come si “misura” il successo di un blog…

Non si fa che parlarsi addosso, in attacchi sempre più acuti e incontrollati di autorefenzialità (o autoreferenzialismo?) secondo me del tutto controproducenti.

Perché alla fine si finisce per parlare sempre delle stesse cose, all’interno del solito circolo dei soliti blogger, senza portare nessuna vera informazione “verso l’esterno”. E si finisce per perdere, o quantomeno annoiare a morte, i lettori che magari seguivano un blog perché ritenevano avesse qualche contenuto, qualcosa da dire.

Mi sembra di assistere agli spettacoli televisivi in cui i politici, anziché parlare di contenuti e proporre idee e programmi, non fanno altro che darsi addosso vicendevolmente e accusarsi (e anche insultarsi, in molti casi). Non c’è più nulla di propositivo, solo una gara “a chi ce l’ha più lungo” (mi si passi la poca eleganza…), chi sta più in alto in classifica, chi ha maggiore visibilità o PageRank più elevato…

Vorrei far notare soprattutto a coloro che in classifica stanno “in alto”, che, proprio perché hanno più visibilità, questa figura pietosa sta avendo un impatto particolarmente ampio… La mia è una critica “da lettrice”, poiché non sono né una blogger particolarmente attiva (sarà perché scrivo solo quando ritengo di avere qualcosa che valga la pena dire, o magari, come ha detto una volta qualcuno, solo quando mi sento abbastanza intelligente) né tantomeno famosa, ma seguire il 90% dei blog in questo periodo è veramente una noia mortale.

Stupitemi!

Ott
25

Movida

di Monica

Beh, che dire. La mia vita di questo periodo è esattamente così:

Ott
23

Avvelenamento da studio

di Monica

In pieno clima da studio matto e disperatissimo, sto preparando il secondo seminario da tenere ai colleghi di sventura. Stavolta l’argomento è l’analisi di un nuovo formato per le immagini, e mi è stato richiesto dagli alti vertici un elevato livello di approfondimento.

Finirà così (thanks to SammyRulez):