Il bravo informatico
Esce stamattina (anzi stanotte, io l’ho letto in anteprima sul PDA ieri sera nel mio lettuccio prima di addormentarmi) su Punto Informatico un bell’articolo di Giuseppe Cubasia, intitolato “Chi è un Bravo Informatico?” (con le lettere maiuscole, sì).
L’articolo è un po’ più lungo della media del famoso portale, ma devo dire che, almeno per me, è molto interessante. Senza contare che è scritto in maniera chiara, a parole semplici e anche a tratti un po’ ironico - purtroppo non è strano trovare a volte degli interventi di esperti tra virgolette che, in qualità di esperti tra virgolette, devono dimostrare al mondo di essere tali utilizzando frasari astrusi, cercando di farti capire il meno possibile in modo che tu che leggi e non capisci niente pensi: cavoli, quanto è avanti questo qui, anche se in realtà raramente è così, ha solo un buon dizionario dei sinonimi e contrari per descrivere in trenta righe un concetto che stava in una frase. Comunque, divagazioni a parte, Cubasia scrive bene.
E ha scritto bene anche del nostro mestiere di informatici: mi ci butto dentro, anche se lui pratica la professione tra 25 anni e io da 2 scarsi e la mia esperienza è limitata (però c’è, eh). Ne ha scritto bene perché per una volta non ho letto i soliti discorsi di stipendi, diritti, contratti - problemi assolutamente contingenti, di cui peraltro ho scritto anch’io qualche mese fa - ma di ciò che significa fare questo mestiere tutti i giorni, della passione che ci si mette, dell’autoironia e autocritica che fortunatamente ci accompagnano sempre, ma anche della volontà, e della capacità, di far comprendere a chi ci sta di fronte
quanto il Vostro lavoro sia complesso e sfaccettato (e di conseguenza oneroso ed impegnativo), perché deve essere accurato, completo per dare un servizio che nel tempo porterà guadagno (ovvero risparmio)
La riflessione più bella per me resta questa:
(l’informatica) la si vede in molti modi differenti: talvolta come una form, talvolta come un semplice pulsante, e spesso solo come una cifra in un conto d’investimento, quasi mai, anzi proprio mai come un sofisticato meccanismo creato dalle abili mani di un artigiano.
Sì, perché per quanto la si voglia far sembrare un prodotto industriale, l’informatica fatta a qualsiasi livello è del tutto artigianale.
Anche se ho ancora tante cose da imparare, mi dà un senso di gioia sapere di essere una specie di artista creativa!

4 Novembre 2007 at 16:44
Non dire MAI che ti senti una creativa! ;-)
O il tuo padrone (datore di lavoro) penserà che sei una naif che fa cose inutili.
Fidati, parlo per esperienza.
Bel blog ;-)