Nov
14

Non Linux VS Windows, ma Linux & Windows

di Monica

L’altro giorno chiacchieravo con il mio relatore, che è anche docente di Sistemi Operativi. Chiacchieravamo, appunto, di Sistemi e mi ha colpito molto una sua frase, che suonava grossomodo così:

Quotidianamente incontro persone, anche studenti, che per Linux ucciderebbero. Darebbero fuoco a qualsiasi macchina su cui gira Windows, e a chiunque la utilizzi. E’ un atteggiamento assolutamente sbagliato: noi siamo scienziati. Al di là delle preferenze personali, dobbiamo essere in grado di capire, di volta in volta, qual è il sistema che in quel momento è più utile ai nostri scopi.

Ho ripensato a quante discussioni ho avuto, nella mia vita, sull’argomento Linux contrapposto a Windows; e ho pensato anche che, appunto, “al di là delle preferenze personali”, quotidianamente utilizzo sia l’uno sia l’altro sistema, a seconda degli scopi, dei momenti, di ciò che mi conviene.

A questo proposito stasera Doxaliber ha pubblicato la traduzione di un bellissimo post di Foobar (l’originale qui, la traduzione qui) che mi è sembrato particolarmente significativo, per chiunque utilizzi un computer e non soltanto per una determinata tipologia di utenza.

Senza dunque nemmeno sognarmi di appropriarmi né del contenuto originale né della traduzione, bensì invitandovi a visitare entrambi i blog che ho linkato poiché decisamente interessanti, riporto quello che secondo me è quanto di più significativo sia stato scritto in merito all’annosa diatriba Linux-Windows.

Questi Linux fanboy, sempre così irrazionali

Vedo un gran parlare suoi sostenitori di Linux: gli altri utenti tendono a percepirli come aggressivi, a volte arroganti e inutilmente conflittuali nel loro approccio alla difesa di Linux. Perché - sembrano chiedersi - esistono cose come la causa di Linux? Non dovrebbe essere una religione, un movimento, o qualcosa del genere. Perché gli utenti Linux sono spesso così… emozionali quando si parla del loro sistema operativo? Perché non possono semplicemente essere ragionevoli?
Alla fine gli utenti Linux sono visti come anti-Microsoft, criticano Microsoft in ogni occasione, a dispetto del fatto che per qualche utente Windows potrebbe essere la scelta migliore. Non dovrebbe essere sufficiente una comparazione punto per punto sui pregi ed i difetti per chiarire quale Sistema operativo ognuno dovrebbe utilizzare? Questa lista di vantaggi e svantaggii è probabile che sia differente per ogni utente, quindi qualcuno potrebbe avere benefici nell’utilizzare Linux, altri nell’utilizzare Windows. Un singolo può anche scegliere di usare Windows per qualcosa e Linux per qualcos’altro. Questo, apparentemente, dovrebbe essere chiaro ad ogni persona ragionevole, quindi perché tutto questo trambusto?

Penso di poterlo spiegare.

Talking past each other

La ragione principale che vedo è che in questa istanza gli utenti Linux e Windows stanno semplicemente parlano uno dopo l’altro. Quello che molti utenti Windows potrebbero non capire è questo: per molti utenti Linux il fatto che il Sistema Operativo sia libero ed open source è, in sé, una caratteristica importante del software. E qualche volta, questa caratteristica ha un’importanza rilevante rispetto al resto. Per questa ragione, mi piace Linux (che uso), ma anche FreeBSD (che non uso da molto tempo), KDE (che non uso) e molti altri, semplicemente perché sono open source. E non mi piace Windows (che ho utilizzato) e Apple (che non ho utilizzato) ed altri, perché sono software proprietari (closed source). Io non odio questi software, mi piace semplicemente evitarli tutte le volte che posso, perché l’utilizzo di software libero e open source per me è importante, anche se a volte si presenta con altre sfide da superare.

Il software libero e open source è un valore per alcuni, non per altri

Utilizzo Linux ed i software open source quotidianamente per tutti i miei lavori: sviluppo, documentazione, accesso ad internet, multimedia, presentazioni, etc. In queste categorie ci sono alcune applicazioni desktop per Linux che sono davvero meravigliose, ed altre che sono ancora dolorosamente mancanti. Il software per i server è generalmente eccellente, ma il software desktop non è ancora completo. Alcune volte la carenza di alcune specifiche applicazioni desktop o di driver per Linux può essere davvero fastidiosa, anche se questa situazione fortunatamente si presenta sempre meno spesso ai giorni nostri. In queste rare circostanze mi sono dovuto arrangiare con quello che avevo, anche se in alcune occasioni le soluzioni erano meno convenienti e ricche di funzionalità rispetto a quelle che si avrebbero con Apple e Windows.

Perché faccio questo? Perché io penso che sia importante utilizzare software libero. Il fatto che sia libero ed aperto significa qualcosa per me ed anche per altri utenti di software libero. E’ un valore in sé, e questo valore sarà differente da una persona ad un’altra. Per me questo valore è grande abbastanza da rendermi disposto ad arrangiarmi in quei rari casi in cui queste funzionalità siano carenti sul mio desktop da lavoro. Il perché l’apertura del software sia un valore così importante è un topic per un altro articolo, per cui non ne parlerò in questa circostanza.

Per i sostenitori dell’open source

La lezione da imparare, quindi, è che se sei nella situazione di sentire che il software aperto e liberto sia in sé importante allora devi capire che molte delle persone lì fuori non la vedono in questo modo. Pertanto, affermare che Microsoft è cattiva o che tu odi Microsoft non ti porterà da nessuna parte. Questo aliena la tua audience fin dall’inizio, invece la grande maggioranza delle persone può essere vinta con argomenti basati su fatti, sulla fondatezza degli argomenti, sui vantaggi e svantaggi delle varie soluzioni.

Ci sarebbe una seconda angolazione che potresti considerare: invece di sottolineare continuamente quanto Linux sia buono (o quanto siano buone molte altri buone applicazioni Open Source o Sistemi operativi) potrebbe essere anche - o invece - sottolineare in generale i benefici derivanti dall’utilizzo di software open source ed i rischi (e pericoli?) dei software closed source, proprietari. Come dicevo, questo è un tipo di discussione totalmente differente, ma è una di quelle discussioni che dovrebbe essere tirata fuori più spesso visto che c’è ancora scarsa consapevolezza su certi argomenti nella maggioranza della comunità. E poiché il tuo pubblico non condivide ancora il tuo stesso punto di vista, e tanto meno la tua passione per il software libero, qualsiasi discussione su queste tematiche deve essere il più possibile ragionevole e basata sui fatti. Le emozioni qui servono solo ad intralciare la strada e probabilmente metteranno il tuo pubblico contro di te fin dall’inizio.

Per gli utenti Windows

Per gli utenti Windows o per gli utenti contenti del software proprietario e perplessi dalla strana passione e dalle intense emozioni di alcuni utenti Linux: è importante tenere a mente che queste persone potrebbero vedere nel software che utilizzano più di una semplice tabella di funzionalità, elencata punto per punto, con gli equivalenti di Windows e di Apple. O che loro vedono una funzionalità al primo posto per la quale non condividete gli stessi apprezzamenti: l’apertura e la libertà del codice sorgente. E che questa funzionalità fa si che gli utenti linux si adattino con workaround che appaiono strani ed arcani per chi di voi, per una serie di buone ragioni personali, non ha pazienza ed inclinazione per queste cose.

In questo caso quindi, per favore richiamate a mente il perché queste persone possono essere così appassionate per qualcosa che a voi sembra essere “soltanto software, soltanto un tool”. Potreste ricordare alle persone così che voi amereste conoscere qualche valutazione sui pro e sui contro, e siete aperte ad una discussione tecnica su questi aspetti. Questo può portare la discussione ad un livello su cui entrambi potete concordare e sul quale vi potete capire fin dall’inizio. Allo stesso tempo, siate anche aperti ad argomenti sul software open e libero, o almeno riconoscete il fatto che per alcune persone questo è un valore importante. La sfida è solo nel fatto che gli argomenti sul software libero e aperto potrebbero apparire emozionali a te, mentre chi li sostiene potrebbe ritenere che questi aspetti sono molto più di semplici emozioni, o odio nei confronti di un’azienda. Per quanto ciò possa suonarti contraddittorio.

Conclusione

Quindi, se tutto va bene in futuro possiamo discutere su queste cose con la testa ed in modo più razionale, cercando di capire il punto di vista delle altre persone. Io continuerò a scrivere sul software open source, e potrebbe essere che riesca a diffondere un po’ di luce per te sul motivo per cui sento che il software libero ed open source è importante. E qualche volta potrei essere trasportato da un topic che sento essere davvero molto importante. Per favore, sentiti libero di richiamarmi all’ordine e poi - se dovessi sembrare troppo “emozionale” per i tuoi gusti - chiedimi “semplicemente fatti”.

  1. Tafuri Giovanni ITALY ha detto,

    “Coltiva linux tanto windows si pianta da solo” ehehhehe frase che mi fa affiorare alla mente l’unica persona che vorrei ancora in vita. Per finire mi basta dire che uso windows solo per giocare, ed è proprio questo il motivo del disprezzo per Minchiosoft. Game DX10 Vista only. Ma allora come mai ci sono progetti per portare DX10 su XP?? La cara vecchia M non aveva programmatori in grado di fare cio’?? oppure è solo un piano per boicottare il proprio OS di punta in favore di uno nuovo meno stabile senza driver poco compatibile??? Ma che gli farebbe guadagnare tanti Soldini?? Micro$oft Windows ed in genere il software proprietario lo utilizzerei in modo migliore sapendo cosa fanno in background. Non trovate???

  2. pomarc ITALY ha detto,

    questo bellissimo post mi trova totalmente d’accordo. Io vivo di software, lo progetto, lo sviluppo, lo coordino e lo vendo.
    Ho visto tanti rivoltanti preti Linux, tanti incompetenti zeloti Microsoft, tanta gente innamorata di un sistema operativo invece che della ragazza che incontra sulla metro, che quando leggo parole di chiarezza e di intelligenza (pur non condividendo necessariamente, che so, tutto l’amore “necessario” per l’open source) mi riappacifico con questo mondo.
    Però la voglia di commentare articolando il mio pensiero, cara Monica, voglia che cresceva leggendo questo prezioso post, è del tutto svanita nel nulla leggendo che c’è ancora chi scrive Minchiosoft, Micro$oft col dollaro, e si schifa del fatto che un’azienda di software voglia guadagnare i soldini. “Ah, ma tanto”, si dirà, “i miei non li vede: io winzozz lo copio craccato”…
    che tristezza.

  3. Monica ITALY ha detto,

    Concordo con te, Marco, infatti ho evitato di commentare Giovanni, che se ripassa di qua, invito a RILEGGERE il post e a riflettere sul fatto che lo spirito con cui è stato scritto è esattamente opposto a quello del suo commento…

  4. /V FRANCE ha detto,

    Non so, a me il problema pare discenda sempre da un’incomprensione di fondo tra utenti linux (o sistemi free in generale) e windows.

    Anzi 2 ora che mi ci fai pensare.

    1) Mischiare morale e mercato: gli utenti linux sottintendono spesso una sorta di superiorita’ morale nell’usare un sistema libero a cui a un utente mac o windows spesso e volentieri frega cazzi (concedimi il francesismo).

    E’ come se in un forum in cui si discute di cucina e ci si chiede quali siano i migliori ingredienti per fare il risotto arrivi a un certo punto qualcuno dicendo “ma noooo, il carnaroli fa schifoooo! meglio il riso del mercato equo e solidale, cosi’ i soldi arrivano a dei poveri contadini e fai del bene!” “ma no, guarda che il carnaroli e’ ottimo, manteca che e’ un piacere e non scuoce, per fare un risotto non c’e’ di meglio” “nuoooooo!!! I contadini del sudamericaaaa!! E’ meglio il mercato equo e solidaleeee!”

    Meteafore a parte, cogli dove sta lo scoglio? (Mato’, so’ppoeta stamattina).

    2) “Linux e’ gratis solo se il tuo tempo non ha valore” diceva qualcuno che ora non ricordo (forse lo sviluppatore di Mutt). Un’altra cosa che vedo spesso saltare fuori nei dibattiti linux vs windows e’ questa impliicita e virtuosa necessita’ di doversi fare una cultura informatica, per cui si, vabbeh, linux avra’ anche bisogno di qualche “ritoccatina” qua e la’ dopoo l’installazione, e’ vero che a volte non tutto funziona proprio bene pero’ dai eh! basta andare su google, cercare il problema, andare su un forum, fare la domanda, aspettare qualche giorno per la risposta e poi tutto forse si sistema! se non sei disposto NEANCHE a fare un piccolo sforzo e a leggere un po’ che hai comprato un pc a fare?

    Ecco, questi sono i discorsi che piu’ mi mandano in bestia, perche’ sembra che visto che c’e’ gente a sto mondo votata all’informatica, allora tutto il resto dell’umanita’ automaticamente dovrebbe avere voglia e soprattutto TEMPO da (perdere) investire nel farsi una conoscenza futile della loro macchina.

    Non sono ancora riuscito a far capire in giro che c’e’ gente ceh il pc lo vorrebbe usare solo per scaricare le foto, che a mio padre di andare per forum non potrebbe fregare di meno e che c’e’ gente che il computer lo usa perche’ DEVE per 8 ore e poi vuole pensare ad altro.

    Un po’ come al mercato equo e solidale non vendessero riso, ma solo un cereale sudamericano che cuoce in 40 minuti, richiede di essere sbucciato chicco per chicco e per ottenere lo stesso effetto di un risotto normale devo telefonare a Vissani in persona e farmi spiegare la ricetta. Poi pero’ scopri che ha indice glicemico bassissimo, fa meglio ai diabetici e facilita la ricrescita dei capelli.
    Pero’ magari se sono solito farmi risottini veloci monodose lo sbattone lo evito non trovi?

    (ok dai, la smetto con le metafore)

  5. Monica ITALY ha detto,

    Caro /V, la “critica” che muovi agli utilizzatori del free software è legittima, come d’altra parte era appunto indicato nel post. E come appunto diceva il post, anche coloro che usano il pc senza voler (perdere) investire tempo nel farsi una conoscenza della loro macchina devono essere abbastanza elastici da comprendere che altri NON vedono questa conoscenza come “futile”. E’ come chi segue il calcio: per me il massimo dell’utilità è sapere il risultato di una partita (ammesso che mi possa essere indispensabile saperlo), molti altri trascorrono l’intera settimana a leggere e documentarsi sulle formazioni, sui voti, eccetera… per loro è una passione. Per me, lo è comprendere il software in maniera approfondita.

  6. /V FRANCE ha detto,

    ah si, ho tralasciato le categorie meno degne di nota, tipo quelli che “ah no caccasoft butta cchifo cchifo”, “ah gno! eppol butta butta!” e quelli che “linux e’ meglio perche’ ha inventato internet” (non scherzo, ho sentito ANCHE questo).

    Il primo commento me li ha fatti ritornare tutti in mente, ma volevo concentrarmi sui problemi quando si cerca di COMUNICARE due punti di vista differenti, quello e’ uno sbraitare con la cera nelle orecchie.

  7. Monica ITALY ha detto,

    Concordo. :-)

  8. harkanik ITALY ha detto,

    beh da come si è capito io sono uno che ama solo linux, non è proprio cosi’. Per questioni di lavoro mi trovo a sviluppare software anche su windows. vedo la piattaforma .net migliode di quella java, piu’ elastica ed intuitiva. Il loro pregio è quello di pensare anche agli homebrew, vedi visual basic. Io non dico che l’uno è migliore dell’altro, non voglio modificare le regole di mercato, ma proprio ora stavo leggendo su Punto Informatico, che metà delle PMI della capitale usano software contraffatto. Molti dei miei amici comprano pc con Windows preinstallato, se ci trovano la versione home loro mettono la pro presa dal primo cracker del quartiere. Per me non sono solo questioni filisofiche. Monica come ha detto il prof. Noi siamo scienziati. Gli scienziati stanno anche dietro il software prodotto dalle multinazionali. Ci sono molte ore di ricerca dietro. Ricerche che dovrebbero portare ad un ottimizzazione del codice. La stessa Microsoft ha affermato che il kernel vista (6.0) è un mattone mangia risorse. con il nuovo Windows 7 (nome in codice) faranno un ottimizzazione ed una liposuzione al kernel. Se il lavoro svolto sarà di ottima qualità sarò il primo a dire che il free software (free non vuol dire gratis) non è migliore del software proprietario, bensi un concorrente alla pari.

  9. Monica ITALY ha detto,

    La questione, vista dall’alto, è sicuramente molto complessa (questioni finanziarie, di mercato, di macroeconomia, nelle quali non mi addentro).
    Credo che lo spirito del post fosse scritto da un punto di vista più “basso”, da semplice utente.
    Un esempio concreto, banale e semplice.
    A me Linux piace moltissimo. Sul lato dei server, non credo abbia paragoni in termini di prestazioni, affidabilità, sicurezza (non lo sostengo io, sono dati noti e stranoti).
    Sul lato desktop, è innegabile che qualche “pecca” ci sia. Io sono un informatico, non mi spaventa lanciare comandi da terminale (anzi mi piace, perché capisco ciò che sto facendo), non ho problemi a lanciare un server grafico anziché un altro per far funzionare Compiz e godermi un aspetto tridimensionale migliore di quello di Vista (tanto per dirne una).
    Però.
    L’altro giorno mi trovavo a dover preparare una presentazione, già di per sé articolata e corposa. Ho avviato Ubuntu e OpenOffice e mi sono accorta che, a differenza di PowerPoint, Impress non mi “scalava” automaticamente la dimensione del font in base alla quantità di testo immesso, ma dovevo farlo manualmente per ciascuna slide.
    Probabilmente esiste un modo per attivare la feature. Ma mi trovavo in un posto senza connessione a Internet (quindi senza possibilità di mettermi a cercare nei forum) e con poco tempo a disposizione, perciò cos’ho fatto? Ho avviato Vista ed utilizzato PowerPoint. Nello stesso lasso di tempo in cui avevo scritto 5 slide con Ubuntu, ne ho scritte 15 con Vista.
    Morale della favola: dipende da cosa conviene, in base alla specifica attività che si sta svolgendo. Se il mio scopo è comprendere il funzionamento dei motori grafici, adoro smanettare con codice, file di configurazione e shell. Se devo scrivere una presentazione, non vedo proprio il motivo di complicarmi la vita e metterci il triplo del tempo per un qualcosa - facilitazioni nell’immissione del testo, grafica “ad effetto” - che altrove mi viene dato senza spenderci mezzo minuto.
    Infine, come hai detto tu stesso, anche dietro le grandi multinazionali del software c’è un grande lavoro di ricerca; e a me personalmente non è che interessi poi molto come tale ricerca venga finanziata (l’importante è che ci sia!). Il lavoro che i ricercatori Microsoft stanno facendo sulla grafica per dispositivi mobili, per esempio (cito questo perché ne conosco bene i contenuti) è ammirevole, sorprendente e innovativo.
    Insomma: le preferenze personali sono una cosa, la valutazione oggettiva di pro e contro è un’altra :-)

  10. Salvatore ITALY ha detto,

    Ciao Monica, ti ringrazio per aver riportato la mia traduzione dell’articolo di Foobar e per i complimenti sul mio blog. Vedo che qui la discussione si è “espansa” molto più di quanto non sia avvenuto sul mio blog, per cui vorrei aggiungere una piccola riflessione personale.
    A volte Microsoft, che ovviamente è un’azienda e come tale persegue un suo interesse, ha atteggiamenti poco corretti sia nei confronti dei suoi utenti sia nei confronti degli utenti di altri sistemi operativi. Cito come esempio la questione relativa alla presunta violazione di brevetti Microsoft da parte di GNU/Linux. Steve Ballmer fa delle affermazioni gravi, quando però gli viene richiesto di provarle dice che i suoi avvocati sono troppo impegnati per andare a spulciare brevetto per brevetto per scoprire quali sarebbero i brevetti violati da Linux.

    Un’altra considerazione: qual’è il livello di consapevolezza di un utente medio rispetto al sistema operativo che utilizza? Purtroppo è innegabile che, ad esempio, grazie alle licenze OEM molte persone acquistino software Microsoft sia che lo vogliano sia che non lo vogliano, e soprattutto non abbiano la reale “percezione” di quanto stiano pagando. In quanto alle licenze software, quanti le leggono davvero? Molte attività commerciali e studi professionali violano totalmente e ripetutamente le licenze Microsoft (ma anche Adobe, Autodesk), rischiando in teoria moltissimo sia dal punto di vista economico che dal punto di vista legale.

    Credo che le informazioni in tal senso siano davvero carenti e credo ci sia differenza tra utente che acquista software proprietario perché realmente consapevole della sua scelta, ed uno che lo acquista ad occhi chiusi, solo perché è “quello che usano tutti”. Questo è un discorso molto più ampio e più complesso rispetto alla semplice questione Microsoft, le stesse considerazioni si possono fare ad esempio con chi acquista televisori HDTV, quanti sanno di acquistare un oggetto tecnologico che praticamente in Italia non dà nessun valore aggiunto, visto che il 99,9% dei canali televisivi trasmettono ancora in PAL a bassa risoluzione, quanti sanno che nelle specifiche HDTV è previsto anche un sistema DRM che possa impedire, eventualmente, la videoregistrazione di una trasmissione o di un film?

    Sono informazioni che le aziende e venditori si guardano bene dal fornire, spesso però l’utente, solo dopo aver effettuato l’acquisto, rimane indispettito e si sente gabbato. Penso ad esempio a coloro che acquistavano CD musicali che, per incorporare sistemi anticopia, violavano le specifiche Red Book e quindi risultavano illeggibili su alcuni lettori cd, oppure a chi ha avuto a che fare con i rootkit Sony.

    Mi chiedo, non sarebbe stato meglio se questi consumatori si fossero informati prima su ciò che stavano acquistando, invece di pentirsene dopo?

    Io sono dell’idea che un informatico sia prima di tutto un consulente, il mio compito è principalmente quello di fornire al cliente un sistema che funzioni e che rispecchi le sue esigenze. Spesso non è ciò che gli informatici fanno, si installano software proprietari piratati senza informare dei rischi, si attivano connessioni wireless senza adottare un minimo di protezione, non si lavora per garantire l’integrità futura dei dati del cliente.
    Molti invece non svolgono il ruolo di consulenti, ma di venditori di scatolette. Tempo fa mi sono imbattuto in un cliente che voleva aggiornare il suo software gestionale giacché quello che aveva non era più compatibile con sistemi operativi più moderni, ebbene i dati salvati da questo software erano delle tabelle dbase modificate per far si che fossero illeggibili e non esportabili, probabilmente criptate. Il cliente contattò l’azienda originaria (che per fortuna nel frattempo non aveva chiuso) e questa chiese al cliente 10.000 euro per avere delle tabelle pulite ed esportabili. Capite? 10.000 euro per entrare in possesso dei propri dati! Per me è un furto.

    Sono queste le cose che dovrebbero fare imbestialire il cliente, che però spesso non comprende fino a che punto sia stato gabbato. Ritengo che oggi un software moderno, che svolge davvero bene il suo compito, debba essere multipiattaforma e possibilmente gestire i dati con formati aperti, in modo che ai dati sia garantita una corretta integrità nel tempo.

    Il punto principale della questione quindi non è Linux, Apple o Microsoft, il punto della questione è l’utilizzo di standard aperti e di programmi che garantiscano la piena interoperabilità tra piattaforme, nonché l’integrità dei dati nel tempo. Faccio un esempio lampante su tutti, molti utenti in tempi remoti hanno perso i loro documenti scritti in Wordstar, qeugli stessi utenti non hanno esistato però a passare ad Office, ovvero ad un altro formato proprietario che tra l’altro è stato reso incompatibile di versione in versione, ed ora esistono decine di documenti che sono tutti .doc, ma che in realtà sono scritti con specifiche diverse. Lo stesso vale per Autocad, i file .dwg, spesso incompatibili di versione in versione.

    Scusate se mi sono dilungato, a rileggerci.

  11. Monica ITALY ha detto,

    Salvatore,
    per quanto mi riguarda, io la penso in modo esattamente identico.
    Certamente c’è un mercato - quello creato dalle grandi aziende che tutelano i loro interessi - che non consente un’informazione completa e corretta.
    Dall’altro, non è poi così frequente che, in fondo, tutti gli utenti abbiano voglia di essere completamente e correttamente informati.
    Molti non hanno le basi prima tecniche, poi più generalmente culturali per comprendere l’importanza dell’utilizzo degli standard aperti.
    Altri, invece, semplicemente vedono altre cose come prioritarie, del tipo “Che mi importa se il nuovo formato .docx non è visualizzabile su OpenOffice? Microsoft è più diffuso, che siano loro ad adeguarsi”. Le percentuali sono sempre l’argomento forte dei sostenitori della Microsoft - non ha importanza del perché esistano percentuali come quelle che conosciamo.
    Sicuramente il compito di noi informatici è quello di diffondere informazioni corrette e complete. Aspettarci che tutti condividano il nostro modo di vedere le cose è utopia.
    Tutti i medici del mondo concordano sul non fumare e mangiare sano, ma io fumo e non rinuncio alle patatine fritte, altri invece magari sì. Ognuno fa le valutazioni su come meglio si adattano alle proprie priorità :-)

  12. mastro ITALY ha detto,

    non sono totalmente d’accordo con il tuo professore!
    Va bene scegliere lo strumento più adatto a quel di cui abbiamo bisogno!
    Bisogna però considerare anche i vantaggi a lungo termine…
    usando OGGI un sistema operativo proprietario e software proprietario potrei forse ottenere un risultato migliore (oggi) ma mi lego mani e piedi per il futuro a quei software, mi lego alle loro scelte di mercato, alle loro decisioni…
    di fatto faccio la scelta facile buttando all’aria la mia libertà e soprattutto senza pensare al futuro!

    c’è poi la questione “standard”: se non vengono supportati gli standard si favoriscono alcune aziende e si finisce, alla lunga, con il penalizzare tutto il mercato… compresi noi stessi…

    Oggi per colpa di questa mentalità le pubbliche amministrazioni scrivono siti web PER Internet explorer…. non per “il web” per internet explorer!
    È come se domani iniziassero a fare delle rampe per disabili che funzionano solo con una particolare marca di carrozzelle
    a te sembra giusto, da scienziato/a ma soprattutto da persona con dei principi, propendere per una scelta eticamente sbagliata?

    seriamente… i principi dove sono andati a finire? Quando si fa una scelta si deve pensare anche al futuro, altrimenti non si è scienziati veri!

  13. EnricoG ITALY ha detto,

    Ciao Monica, ti devo fare una tiratina di orecchi ;-) per questa affermazione:

    “Sul lato dei server, non credo abbia paragoni in termini di prestazioni, affidabilità, sicurezza (non lo sostengo io, sono dati noti e stranoti)”

    Sicura?

    Un giudizio cosi’ assolutistico su un OS non si puo’ fare senza tenere in considerazione tutto cio’ che c’e’ a contorno.
    Inoltre gli “studi” sugli OS server non mettono affatto Linux sempre in cima alla lista.
    Ci sono aree ove FreeBSD o SCO o Windows offrono di piu’.

    E poi ti porto un semplicissimo esempio su come fare affermazioni assolutistiche abbia ben poco senso: prendiamo un server che faccia da DNS.
    Il problema dove sta?
    Nell’OS o nel servizio DNS?
    Ovviamente il punto piu’ critico e’ appunto il servizio DNS, e guarda caso il piu’ diffuso al mondo e’ anche uno dei piu’ bucati in assoluto, nonostante sia cosi’ tanto “amato” dalla comunita’ Linux.

    Poi un’altra tiratina di orecchi per “Che mi importa se il nuovo formato .docx non è visualizzabile su OpenOffice?” visto che il traduttore c’e', open source e made in Microsoft&Novell ;-)

  14. Monica ITALY ha detto,

    Enrico,
    mi sono espressa male. Ho detto “Linux” per svista, mi riferivo più ampiamente ai prodotti open source/free software. Quanto ai dati “noti e stranoti”, appena ho tempo li cerco e te li indico :-) Per il formato .docx, non ero informata (evito di usarlo per questioni di compatibilità all’indietro, perciò non mi ero preoccupata della questione, e ti ringrazio della segnalazione), ma voleva essere un semplice esempio del modo di ragionare di molti.

    Mastro,
    gli scienziati non sono economisti. Non fanno commercio equo e solidale perché “è etico”. Esempio: il mio attuale ambito di ricerca esplora le potenzialità grafiche dei dispositivi mobili, cercando di spingerle all’estremo. La Microsoft ha recentemente rilasciato un algoritmo di compressione delle immagini molto più potente del JPEG2000. Secondo te io dovrei non tenerne conto solo perché la loro ricerca è poi finalizzata al mercato? La Microsoft sta tentando di standardizzarlo, e certamente lo fa affinché possa diffondersi, traendone poi i loro profitti: ok, e quindi? E’ un’azienda, non fa beneficenza. Ciò non vuol dire che l’algoritmo sia meno valido. Se mi permette di fare cose che fino a ieri non potevo fare, per me è significativo. Non è che possiamo buttar via l’acqua sporca con tutto il bambino… anche a me Microsoft non fa impazzire, ma ha anche dei meriti e non bisogna dimenticarli.

  15. mastro ITALY ha detto,

    @monica
    una tecnologia la posso studiare, la posso provare…

    lo standard di cui parli per la compressione delle immagini
    se diventa uno standard VERO anche se l’ha fatto microsoft ben venga
    se è un algoritmo che puoi applicare solo SE … e SE …
    allora puoi studiarlo giusto per il “piacere di farlo” ma forse è meglio cercarne un altro in proprio.. magari ispirandosi alle idee di quest’ultimo?
    concordi?

  16. Monica ITALY ha detto,

    Ovviamente sì.
    Quindi si giunge a ciò da cui ero partita: prendere ciò che di meglio ciascun software/tool/codice/SO possa offrire. Senza schieramenti :-)

  17. EnricoG ITALY ha detto,

    mastro, non seguo molto il filo del tuo discorso.
    MS presenta JPEG XR al comitato di standardizzazione (Joint Photographic Experts Group) e se il comitato lo approva (e quindi chiaramente il formato e le la licenza d’uso si confanno ai requisiti) non c’e’ molto altro da dire.
    Uno stanrdard e’ uno standard a prescindere da chi l’ha pensato/creato/proposto.
    Tutti i se i ma che metti sembrano solo la solita fuffa anti-MS a prescindere, e quindi esattamente opposta al senso iniziale di questo post di Monica.

  18. mastro ITALY ha detto,

    @enricoG
    leggiti meglio l’articolo di Monica e i miei commenti..

    io affermo esattamente quel che dici: se qualcosa è standard ben venga.. chiunque lo proponga

    l’articolo di Monica parte da un esempio e ne sviluppa sopra una generalizzazione affermando che non si deve criticare microsoft o evitare ma si devono usare gli strumenti che mette a disposizione.

    la mia critica è molto semplice: se le tecnologie proposte da microsoft sono standard reali e non creano meccanismi di lock in (termine di economia) allora ben vengano
    altrimenti forse è il caso di valutare anche altri fattori..
    la fuffa è tutt’altra roba

  19. Me ITALY ha detto,

    Io credo che i fanatici siano presenti everywhere ma ultimamente, complice l’uscita di Vista, pare che siano tutti sulla sponda opposta.

    Pensare che volevo provarlo e leggendo in rete mi ero spaventato, pareva davvero di andare incontro al demonio.
    Poi mi sono fatto coraggio e ho provato, pieno di paura ho inserito quel dvd nel lettore e l’ho installato. Cazz, non ho avuto nessun problema e dopo qualche mese di affiancamento Xp ha fatto la sua scomparsa dal mio disco. Ora c’è solo Vista affiancato dal mio portatile con ArchLinux.

    Possibile che i due sistemi non possano convivere pacificamente?
    Bah, forse in fatto di convivenze pacifiche nel 2007 è meglio che pensiamo a problemi più gravi.

  20. Monica ITALY ha detto,

    Ottima osservazione :-D
    Pensa che nel mio caso Vista e Ubuntu convivono sullo stesso hard disk e condividono i dati sul medesimo disco esterno… e posso testimoniare che è una convivenza pacifica! Fosse tutto così… ;-)

  21. harkanik ITALY ha detto,

    Monica questo mi fa pensare. Viva il Reverse eheheh. Sono euforico perchè dopo un annetto che non toccavo questo argomento ieri mi sono trovato a leggere un sito che parlava proprio di reverse. Direte è che centra, beh se non fosse che microsoft il suo NTFS lo tiene chiuso non serviva. Standard si Protocolli chiusi e proprietari no.

  22. Stefano ITALY ha detto,

    Ma il problema è che NTFS è un file system…. non un protocollo!
    Se la microsoft decide di tenere un propria tecnologia chiusa problemi suoi! E credo che i dati condivisi sul disco esterno di Monica stiano su una partizione formattata con un file syste leggibile e scrivibile senza problemi da entrambi i sistemi!

  23. harkanik ITALY ha detto,

    beh anche un File System puo’ essere un protocollo vedi SMB(CIFS) o NFS eheheheheh.

  24. Per condividere bisogna essere in due. La strana storia dell'interoperabilità. » Doxaliber - Lo strillone del web ITALY ha detto,

    [...] seguito con attenzione il dibattito che si è sviluppato nel blog di Monica, precisamente nel post in cui la blogger ha ripreso questa mia traduzione di un articolo originariamente apparso sul sito [...]

  25. Zanzistor UNITED STATES Windows XP Internet Explorer 6.0 ha detto,

    Non amo windows, non amo linux…Mi piace avere tutto gratis—> ergo opterei per linux, mi piace molto giocare—> ahime devo scegliere Windows….
    Per parlare di sicurezza, sia linux sia windows fanno acqua…..
    Non esiste il sistema operativo definitivo! Allora linux è open source, ergo i codici sono alla merce di tutti—-> difatti i primi ROOTKIT sono arrivati per Linux prima che su Windows.
    Su linux esistono virus sconosciuti a pro…essendo il codice “aperto” il programmatore puo’ creare virus ad hoc per le distribution.
    Windows è il più diffuso al mondo —> il più diffuso ergo il più preso di mira, i bug su windows, si trovano ANCHE in linux, solo che in linux ve ne sono mediamente di meno.
    Finale: se dovete giocare dovete usare Windows, se invece volete essere davvero sicuri e PAGARE di sana pianta TUTTO HARDWARE E SOFTWARE.
    L’unica scelta è OS/2 WARP 4 o meglio ECOMSTATION.
    Non esistono virus, codice proprietario NON ESISTONO vulnerabilità conosciute ( e io ci lavoro nel settore), gli hacker non sanno neanche dove iniziare quando si trovano su Apache che gira sulla 80 e nmap -v -P0 -sV -O IP da come risultato Sistema operativo sconosciuto…
    Per cortesia chi non sa la riga che ho scritto non risponda neanche…..
    Ergo, dopo mesi di dibattito, ebbene si Il sistema operativo “sicuro” esiste.
    Quello che l’hacker non conosce—-Su x86 —> Ecomstation
    O BEOS, ma li non troverete un applicativo neanche a pagarlo..invece con Ecomstation, bene o male mozilla esiste flash gira, acrobat c’e', antivirus pure ( sessioni dos) cloni di skype non lo so, IM compatibili minimali ci sono, programmi per vedere schede tv su BTB878 ci sono, bisogna comprare hardware compatibile…
    Semmai (ed è impossibile) Ecomstation dovesse prendere a sua volta grosse fette di mercato, diventerà anche lui degno di nota, e…magicamente, le falle usciranno se non una all’anno 7 all’anno …..e via via…Ricordate, non esiste il sistema operativo Definitivo, esiste il meno conosciuto.. e il piu’ conosciuto…e la via di mezzo….
    Cmq, se facessero API compatibili direct x 10.1 per linux….non ci penserei un attimo…passerei a linux..

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