Archive for Dicembre, 2007

Dic
31

This year’s love

di Monica

Dice Elena che il trentunodidicembre è uno stato mentale, niente di più. E in fondo è vero.

E’ solo che la data, pur convenzionale, di fine anno porta a fare bilanci, inevitabilmente, che lo si ammetta oppure no… che lo si scriva oppure no.

A me quest’anno ha portato una sfilza di enormi cambiamenti, soprattutto nella seconda metà. Se ripenso a com’ero un anno fa, non ritrovo quasi nulla. Forse da fuori non è meglio né peggio (spero), solo un’evoluzione. Per me è stato fantastico. Sul serio. Tra alti e bassi, com’è naturale, ma splendido, colmo di assolute novità, di scoperte da “Wow!..”, di persone nuove e sorprendenti, di riflessioni importanti e consapevolezze, scelte difficili di cui andare fiera, conversazioni intelligenti, amicizie e affetti che le parole non esprimeranno mai del tutto.

E allora volevo dire pubblicamente grazie a chi ha reso quest’anno così speciale. Anche se sarà ben poco, di certo non abbastanza.

Grazie a Giuseppe, per primo, in assoluto, perché è grazie a lui che è successo tutto il resto, e grazie anche per tutto il resto. Perché è una personcina adorabile sotto l’aspetto da cyborg ;-)

Grazie ad Alfredo e Mariangela, per l’affetto e la simpatia che non mancano mai di dimostrare, l’assoluta disponibilità e la comprensione, la sincera amicizia e… ok, basta, che lui poi si monta la testa :-)

A loro dovevo un grazie particolare.

E grazie anche a tutti gli altri amici incontrati quest’anno, qualcuno per caso, qualcuno con serendipity assoluta, qualcuno ritrovato. Grazie a chi partecipa, a vario titolo e in diversi modi, alla mia vita: siete importanti, tutti, lo dico sul serio, anche se non linko tutti perché finirei per dimenticare qualcuno, ma ci siete, comunque, davvero.

Last but not least, grazie, mio piccolo Sebi, che ti arrabbi se ti chiamo ancora “piccolo”. Resti sempre e comunque la migliore persona che io conosca.

A tutti auguro un nuovo anno splendido, e sempre e comunque migliore, a prescindere :-)

(la colonna sonora è “This year’s love” di David Grey. Le foto non sono tutte di mia proprietà, alcune le ho prese in prestito da alcuni di voi che le avevano precedentemente pubblicate, e con i quali ho avuto il piacere di condividere le giornate in cui sono state scattate. Grazie di cuore anche a voi)

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=-O6KXspJObM[/youtube]

Dic
29

Raccontare il digitale: unLesson #2

di Monica

La seconda unLesson di “Raccontare il digitale - breviario per giornalisti in erba e blogger coraggiosi” si è svolta ieri sera nel loft dietro l’unAcademy; aula affollata e pubblico interessato e sufficientemente disciplinato di fronte alle riflessioni che il Guru ha stimolato, tra parole e slides.

In estrema (veramente estrema!) sintesi, si è parlato dell’importanza di considerare il cambiamento seguendolo attraverso tutte le fasi del processo - che ne costituisce la “trama” - senza fermarsi a considerarne solo il risultato - visione “fotografica”, immediatamente osservabile, col grave difetto di non saper spiegare cosa è davvero accaduto e perché. Il contesto diviene fondamentale per poter sviluppare una “descrizione” efficace.

Ci siamo lasciati col quesito esistenziale: come ha potuto Internet svilupparsi tanto senza alcun controllo? Cosa porta, oggi, gli utenti a collaborare, cosa ha creato il cosidetto web 2.0?

Ho provato a pensare a una delle possibili risposte, a quella che mi sono data io, col beneficio del dubbio di chi si avvicina per la prima volta a riflettere su tematiche così complesse. In effetti non si tratta di una risposta vera e propria, solo di una serie di riflessioni stimolate dalla domanda.

Internet è decollato perché le core resources, le risorse fondamentali, non sono state “suddivise” tra privati, ma lasciate “in comune”; è questo che ha generato la straordinaria innovazione.Una risorsa “comune” è non-controllata. Una proprietà privata, ma anche una proprietà “statale” (concetto che in qualche modo richiama l’idea di non-privato e quindi pubblico, cioè “di tutti”), è una risorsa controllata, il cui unico utilizzo consentito è quello stabilito da chi ne ha la proprietà.

Una risorsa “comune” non è soggetta a questo tipo di controllo. Si possono applicare restrizioni “neutrali”, uguali per tutti, ma non privilegi “proprietari”. E’ in questo senso che le risorse comuni sono “libere”.

Internet è cresciuta perché è nata senza che i suoi progettisti avessero una chiara idea di tutti i suoi possibili utilizzi. Questa flessibilità di partenza ha spinto l’innovazione; poiché gli innovatori non hanno avuto bisogno di “chiedere il permesso” a nessun proprietario della rete prima di creare o distribuire applicazioni o contenuti, sono stati più liberi di sviluppare nuovi “modi” di connessione.

Mi piace pensare ad un metaforico “ottavo strato”, un “livello logico” in cui Internet è appunto la risorsa comune attraverso la quale non passa alcun controllo. Questo concetto riguarda in qualche modo la “neutralità” del contenuto che passa sulla rete - pagine web, mp3, email, video - e gli applicativi che girano su di essa (ben distinti dai protocolli che collettivamente vengono indicati con TCP/IP, o che nella pila OSI vengono “inclusi” nel layer 7).

E’ lapalissiano che il web di oggi sia molto diverso da quello dei tempi delle “brutte pagine web con brutte foto di brutti gatti”. Alcuni lo chiamano 2.0, o addirittura 3.0 . Forse dovremmo solo chiamarlo web sociale, perché è questo che è esattamente. Si sono formate comunità, le persone socializzano, pubblicano recensioni, si scambiano segnalazioni per posti di lavoro, filmano spot fai-da-te dei prodotti che li appassionano.

Le reti sociali, i mezzi di comunicazione sociali, le comunità online non sono un semplice capriccio. Questi strumenti completano la naturale interazione che le persone hanno l’un l’altra.

Le persone sono sociali.

E il valore sociale di Internet è determinato da come ognuno di noi la utilizza come mezzo di comunicazione, spazio sociale e strumento di supporto. La nostra esperienza di Internet nella vita quotidiana - ovvero la differenza tra considerarla una sorta di vuoto disumanizzato in cui l’email rimpiazza l’interazione diretta, oppure una comunità pervasa di significati in cui scoprire nuove connessioni e interessi comuni - è una scelta che facciamo ogni giorno, con ogni messaggio che inviamo e ogni pagina web che carichiamo nel browser.

Internet struttura o comunque tocca molti aspetti della nostra vita - le nostre comunicazioni personali e professionali, il nostro modo di incontrare o restare in contatto con gli altri, i nostri scambi finanziari, informativi e sessuali, i nostri “sfoghi” artistici e la nostra voglia di intrattenimento - perciò il nostro rapporto con Internet diventa una potente espressione dei nostri valori personali e sociali, ed un’opportunità cruciale per un cambiamento, appunto personale e sociale.

Dic
28

Il peggio del 2007

di Monica

Avevo in mente di segnalare e sostanzialmente tradurre questo articolo apparso di recente su PC World. Ennesimo bilancio di fine anno, sul quale tuttavia credo ci sia poco da discutere… in ogni caso traduzione e commento sono già stati fatti prima e meglio di me, perciò riporto l’articolo in italiano direttamente da MegaLab.

Windows Vista è la peggior delusione hi-tech del 2007

PC World bolla l’ultimo sistema operativo targato Microsoft come la delusione del mercato informatico e tecnologico dell’anno in via di conclusione. Doveva rivoluzionare il mondo dei PC, si è dimostrato essere un upgrade da cui stare lontani.

WinVista è Wow? No, è sempre più “down”: Vista è stato tutto fuorché una bella sorpresa per gli utenti di computer. A sentenziare il sostanziale insuccesso tecnologico - prima ancora che economico - dell’OS di Redmond dalla gestazione più complicata è il celebre magazine PC World, che senza mezzi termini appioppa a Vista il bollino di peggior delusione dell’anno 2007.

Ci sono voluti cinque anni per tirare fuori Windows Vista dalle nebbie del vaporware e dei laboratori Microsoft, e alla fine il risultato ha scontentato un po’ tutti. Al di là infatti delle poche funzionalità la cui aggiunta si fa sentire e apprezzare (la grafica desktop 3D di Aero, la maggiore sicurezza integrata nel sistema e il parental control sui contenuti, una gestione migliorata dei protocolli wireless e di rete), Vista ha disatteso tante delle promesse fatte nel corso del lungo tempo a disposizione dei coder.

Come non tenere conto della mancata rivoluzione di WinFS, file system innovativo che dopo aver fatto intravedere un nuovo mondo per l’archiviazione dei dati sui supporti è stato infine abbandonato del tutto nel corso del 2006? Come non considerare i tanti, troppi problemi di incompatibilità software ma soprattutto hardware sperimentati dagli early adopter che - poveri loro - hanno installato il nuovo sistema sin dall’inizio del 2007?

Nonostante le promesse di migliorie e ottimizzazioni nello sfruttamento dell’hardware, Windows Vista è più di lento di XP, e offre a parità di configurazione prestazioni ridotte con applicativi impegnativi quali i videogame. Lo User Account Control, uno degli strumenti su cui Redmond ha fatto maggior affidamento per aumentare la sicurezza dell’ambiente operativo, è divenuto tra gli utenti un fastidio da disabilitare il prima possibile piuttosto che un vantaggio su malware e minacce informatiche assortite, tanto da guadagnarsi anche il biasimo di società di sicurezza del calibro di Kaspersky e Symantec.

Al prezzo di 399 dollari per la versione Ultimate (299 per l’edizione aggiornamento), sostiene PC World, tutti i problemi scatenati dall’adozione di Vista non possono che far sentire il consumatore “un tantinello truffato“. Nessuna sorpresa dunque che gli utenti più accorti si tengano ancorati al vecchio e rodato Windows XP, o peggio chiedano di poter fare il downgrade da Vista al suddetto XP. E per quanti sperano che la pubblicazione del Service Pack per il nuovo sistema doni un nuovo sprint a Vista, i primi test fanno presagire una cocente delusione proprio sul fronte prestazioni.

Certo, non v’è dubbio che prima o poi - più poi che prima - Vista verrà adottato dalla stragrande maggioranza degli utenti di PC, ma solo perché sarà sempre più difficile trovare in giro una macchina che non lo abbia preinstallato, sostiene PC World. Intanto il fuoco di fila contro Redmond e le promesse non mantenute di WinVista continua, e il nuovo sistema non fa che catalizzare ulteriori critiche ad ogni piè sospinto.

L’ultima polemica in ordine di tempo scatenata contro Vista riguarda la sicurezza, finora vanto esclusivo di Microsoft e del suo bistrattato OS: l’algoritmo di generazione di numeri pseudo-casuali che verrà integrato con il service pack, denominato Dual_EC-DRBG, conterrebbe una backdoor segreta sfruttabile dai servizi di intelligence americana - NSA su tutti - per decifrare qualsiasi contenuto codificato con l’algoritmo suddetto.

Bruce Schneier, guru della sicurezza e una delle personalità più ascoltate nel settore, ha da tempo sollevato la questione sullo standard Dual_EC-DRBG - le cui specifiche sono state recentemente pubblicate dal governo USA - a dire degli esperti soggetto all’azione di una “skeleton key” in grado di rendere facilmente attaccabile qualsiasi operazione di cifratura ottenuta per mezzo del nuovo standard. Come Schneier stesso conferma, Dual_EC-DRBG è parte integrante del service pack per Vista, e anche se non è attivo di default, la sua sola presenza non fa altro che generare ulteriore cattiva pubblicità per Redmond e il bistrattato Vista.

Dic
26

Trendsetting Tech 2008

di Monica

La fine dell’anno è sempre il momento in cui imperversano le previsioni! Come potevo sottrarmi al rito? Pur non avendo poteri paranormali né sfera di cristallo, provo a pensare anch’io intensamente all’anno che verrà e a quello che potrebbe accadere!

Integrazione dei web services con i dispositivi mobili: probabilmente è la cosa più ovvia, dato il rilascio di Android da parte di Google e le aspettative create attorno all’iPhone. E’ dal 2003 che sentiamo parlare di telefonia 3G, ma in realtà si è capito poco e le potenzialità non sono state sfruttate; probabilmente ha inciso la mancanza di standard per un sistema operativo per dispositivi mobili, e il fatto che gli sviluppatori per mobile non sono sviluppatori web. Android è il tentativo di Google di offrire uno standard di programmazione per devices mobili e web services. Ma anche l’iPhone potrebbe giocare un ruolo in tutto questo: infatti, se vi capita sottomano l’annuncio dell’iPhone da parte di Steve Jobs, fate caso al fatto che disse, tra le altre cose, che il browser Safari avrà una versione per Windows. Ecco, Safari è l’interfaccia verso la quale saranno spinti gli sviluppatori web per creare a loro volta interfacce per dispositivi mobili. Se queste strategie saranno correttamente applicate, parleremo molto di nuovi ed interessanti web mobile services…

Tecnologia wireless 802.11n: il nuovo standard, attualmente in draft, dovrebbe essere finalmente approvato nel 2008 e siamo tutti in fervida attesa delle sue potenzialità - soprattutto le case produttrici di hardware che praticamente hanno già venduto milioni di dispositivi “compliant” senza nemmeno attendere la ratifica definitiva…

Computer entry level a basso costo: il trend lanciato da Everex, con il sistema desktop gPC (dal costo di circa 200 $), e da Asus, con il laptop EEE (300-400 $), continuerà a riscuotere consensi e diverese linee di produzione si aggiungeranno a quelle appena menzionate.

Prospettive (un po’) più luminose per il software open source: il mondo dell’open source non è più soltanto Linux, anche se ancora viene da molti identificato con distro e applicazioni del sistema del pinguino. Secondo me nel 2008 vedremo una crescita del numero delle applicazioni disponibili per PC e Mac, e di widget, gadget e collezioni di applicativi rilasciati da aziende come ad esempio Google. C’è molta attesa…

Produttività “in remoto”: oggi si può essere produttivi senza avere software sul pc. Suite di applicazioni come Google Docs, Zoho e ThinkFree continuano ad arginare la storica dominanza di Microsoft nei prodotti software per la produttività. Milioni di persone già utilizzano servizi email direttamente via web senza passare dagli appositi client. Secondo me nel 2008 vedremo emergere il mercato del supporto a questo tipo di software. Con buona pace di coloro che si sentono un po’ nervosi all’idea che i loro dati personali ed importanti risiedano sul web anziché sul proprio hard disk…

Esplosione di applicazioni ibride: come molte applicazioni tipicamente desktop sono gradualmente migrate al Web, così assisteremo sempre di più all’integrazione contraria: un numero sempre crescente di servizi web troverà spazio sul nostro desktop e non solo. E’ già stato fatto, ad esempio, da Ebay, che consente l’installazione di un’applicazione su cellulare per tenere sotto controllo le nostre attività; si pensi inoltre al nanopublishing di Twitter, che molti utilizzano tramite client installati sul pc, o alla cura sempre maggiore che Flickr dedica alle applicazioni di upload. Nel 2008 vedremo crescere numero e qualità delle applicazioni ibride, grazie alla disponibilità di Google Gears (che potrebbe diventare de facto “il” toolkit per queste applicazioni) e della piattaforma Adobe’s Air.

Web semantico: i motori di ricerca stanno finalmente imparando quello che l’utente pensa. La vera potenzialità dei motori sta ormai nel parsing del significato delle pagine web piuttosto che nell’analisi dei link, simulando la comprensione del linguaggio naturale. Attualmente un motore che anticipa questo trend è Powerset, ma è possibile vederne in azione anche altri.

Novità in campo hardware e non solo: oltre al già citato laptop Asus EEE, nel 2008 vedremo altri giocattolini interessanti. Apple annuncerà una fotocamera digitale con registrazione di video integrata, WiFi e funzionalità di upload su YouTube. La RIM rilascerà un Blackberry 3G e la serie Curve avrà un enorme successo. La Wii surclasserà man mano le altre console per videogame. I monitor da 24 pollici diventeranno la normalità. Gli operatori di telefonia mobile finalmente integreranno le loro offerte con funzionalità VoIP. Blu-Ray e HD-DVD si metteranno d’accordo e avremo finalmente sul mercato dei supporti a prezzi accessibili al grande pubblico.

Siete d’accordo oppure no? Che cosa avreste da aggiungere?

Dic
25

Buon Natale!

di Monica

Irriverente mescolare sacro e profano? Chissà… non sono molto pratica del sacro, ma faccio gli auguri a tutti, anche se non tutti sappiamo bene per cosa… sulle note della canzone di Natale di quando ero bambina, mi raccomando, cantate tutti!

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