Archive for Febbraio, 2008

Feb
22

A cup of Java

di Monica

322px Java Logo Svg 1Il motivo della mia prolungata assenza (almeno sul blog) è l’essermi dedicata a imparare un po’ di cose nuove. In particolare, la programmazione grafica in Java con pattern architetturale model-view-controller corredata di una serie di design pattern, con strumenti che sto trovando magnifici, come Netbeans e Abeille, e con un framework… un po’ speciale.

("Argomento interessantissimo…", ironizzerete voi)

Nessuna di queste è stata una scelta volontaria. Ma quello che non pensavo di dover dire è che mi sto divertendo molto. :)

Feb
16

Vorrei votare a sinistra

di Monica

CheVeltroniVeltroni parla di eccellenza e di meritocrazia nell’accesso all’istruzione universitaria: bravo, come la mettiamo con i costi che le famiglie devono sostenere per gli studenti fuorisede? Aggiunge poi che, per invertire il trend demografico negativo, verrà istituita una dote fiscale per i figli: 2500 euro l’anno. 200 euro al mese. Una cifra, insomma. Nemmeno i pannolini, ci si paga. Ah, ma quella è solo un’integrazione al tuo salario di lavoratore (ammesso che tu sia un lavoratore, che non è così scontato): a proposito, si lavorerà per l’istituzione di uno stipendio minimo. 1000 euro. Cavoli. Allora sì che potrò sicuramente permettermi un paio di figli. Ma poi se ho i figli come lavoro? Veltroni promette: asili nido per il 20% dei bambini da 0 a 3 anni. Beh, il 20% di probabilità di averlo dà sicurezza, no?

La crescita del sistema Paese è una frase vuota per troppa gente. La gente che vota Berlusconi lo fa perché le sue "promesse" sono più spicce - ti dice: io ti abbatto i costi oggi, al sogno di un Paese grande e forte economicamente ci pensiamo domani - perché cinque anni sono pochi come tempo politico, ma sono tanti nella vita di una persona, e non si riesce ad aver fiducia nel guardare lontano se si hanno grosse difficoltà ad arrivare fino alla fine del mese. Non si riesce a credere nell’eccellenza e nella meritocrazia se tutto quello che si riesce faticosamente a trovare sono contratti precari a poche centinaia di euro al mese.

La gente che vota Veltroni, invece, è quella che detesta Berlusconi. Tutto qui. Personalmente non voterò mai a destra, ma sto facendo davvero fatica a convincermi di dover votare qualcosa o qualcuno in cui non mi ritrovo, che non mi ispira fiducia, una sinistra inesistente ispirata ad un modello americano che gli americani stessi stanno già mettendo in discussione.

Io voglio votare una sinistra che non metta in discussione i pilastri del welfare italiano: il sistema sanitario nazionale, l’assistenza, e il sistema di previdenza. Voglio votare una sinistra che non mi chieda di contribuire autonomamente a queste cose, se non mi garantisce un lavoro che, quando c’è, non arriva a consentire la sopravvivenza. Voglio votare una sinistra che tassa per prima se stessa, invece di spendere 250.000 euro annui di affitti di un grande e luminoso loft in Piazza Santa Anastasia a Roma (più tutte le nuove sedi locali, a quanto arriviamo?). Voglio votare una sinistra che ami le leggi chiare e precise, senza scappatoie. Voglio votare una sinistra che sappia dare dei punti fermi dei quali essere certi, sicuri, che siano imprescindibili.

Voglio votare a sinistra, ma per qualche motivo reale. O comunque più forte di un misero "l’alternativa è peggio".

Feb
16

Blogging from Cuba

di Monica

Cubablog550Yoani Sànchez è una blogger. Ha 32 anni e vive a Cuba, e già solo per questo merita attenzione: perché, normalmente, essere blogger ed essere cubani sono due condizioni che non possono convivere con facilità.

Mi piace seguire il suo blog in lingua originale (benché ne esista una versione inglese ed anche una in tedesco) anche se non parlo lo spagnolo: tuttavia, ponendoci attenzione, è così musicalmente simile all’italiano da essere pienamente comprensibile. Yoani racconta la Cuba che vive, le difficoltà ed i rischi dell’espressione della propria opinione, e lo fa in modo chiaro, semplice, lieve. Come quando si veste da turista ed entra, fingendosi cliente, negli hotel di L’Havana dove accede alla connessione "libera" riservata agli stranieri, e scrive il più velocemente possibile perché le costa sei dollari l’ora, l’equivalente di due settimane di stipendio. A Cuba gli unici ad avere accesso ad Internet sono gli impiegati statali, i ricercatori e gli accademici, tramite un account fornito dal governo. Il resto della popolazione può avere soltanto un indirizzo di posta elettronica, al quale accede tramite appositi terminali presenti negli uffici postali. Internet per loro è off-limits.

In realtà dozzine di persone che appoggiano il regime hanno un blog. Tutti blog che riportano "posizioni ufficiali" ed evitano di raccontare la vita quotidiana nell’isola. Quelli che non lo fanno, al massimo disquisiscono di cinema e letteratura, o pubblicano fotografie. La maggior parte, comunque, preferisce restare anonima.

Di fronte a questo desolante quadro, la voce di Yoani diventa ancora più importante. Non stupisce quindi vedere centinaia di commenti a tutto ciò che scrive; ha moltissimi lettori, soprattutto tra coloro che sono fuggiti da Cuba e che sostengono la sua rischiosa battaglia per la libertà.

La rubrica Neapolis le ha dedicato due giorni fa il servizio "Cuba libre", che vi ripropongo qui. Per un approfondimento ulteriore, ancora più completo è quello del Wall Street Journal, "Blogging from Cuba".

Feb
15

Priorità etiche

di Monica

2211705696 9892a536fc DFermo restando che Gilioli è già da tempo nell’empireo dei miei miti personali, la prassi che solitamente adotto quando leggo qualcosa di notevole è di segnalarla su Twitter. Se particolarmente meritevole, la annoto sul Tumblr. Ma a questo pezzo, assolutamente, va data massima visibilità.

Il problema, vedete, è molto semplice: Giuliano Ferrara non viaggia.

Voglio dire, se ne sta in uno splendido quartiere di Roma o in un albergo a cinque stelle di Milano, al massimo si allontana fino a Parigi dove apprezza molto il ristorante del Ritz, come ha avuto modo di raccontarci in passato.

Se muovesse il culo fino all’India o al Brasile, se vedesse con i suoi occhioni cerulei i bambini schiavizzati dal neocapitalismo, quelli che si prostituiscono per due dollari, quelli che dormono sui marciapiedi di Calcutta, quelli che a sei anni annusano colla per sopportare l’esistenza, quelli squartati dai trafficanti di organi, quelli costretti a lavorare 15 ore al giorno in una fabbrica di tappeti, quelli che dall’alba a notte trasportano mattoni, quelli che spaccano pietre sui bordi delle strade in cambio di un piatto di riso, quelli che quando piove gli casca la baracca di fango, quelli arruolati in una milizia con un fucile al collo, se vedesse tutto questo - se sentisse nel fondo dell’anima l’odore della miseria e della disperazione, dell’infanzia davvero negata, stuprata, strappata - forse le sue priorità etiche cambierebbero.

Il vero dramma del nostro tempo è non vedere aldilà del nostro naso, non capire lo scandalo merdoso della povertà globale che riguarda due miliardi di persone tra cui milioni di bambini, credere che per difendere la vita sia necessario proteggere gli embrioni e i feti, e non le creature senzienti e sofferenti di quattro o cinque anni di cui è pieno il pianeta.

(foto di shiny-cube)

Feb
15

Cuore di avatar

di Monica

2265659282 Dbc88926daMi hanno regalato un cuore.

L’idea è più originale di quanto possa sembrare, perché si tratta di un "cuore" speciale. Nella foto sembra un piccolo oblò da lavatrice; in realtà all’interno è contenuta una sfera che pulsa alimentata da tubi meccanici. Emana una rilassante luce azzurra, che con il client Windlight rende meravigliosamente.

(A questo proposito, apro una doverosa parentesi per dire che ho finalmente smesso di litigare con Windlight. Avevo sempre avuto grossi limiti nella visualizzazione - l’acqua, per esempio, non veniva
renderizzata - e dopo pochi minuti di utilizzo diventava talmente lento e a scatti da essere di fatto inutilizzabile. Dopo molti improperi e qualche googlata, ho scoperto che era l’ennesimo scherzo della mia scheda video ATI - famigerata, soprattutto per chi utilizza Linux, costretto agli hacking più impensati per abilitare gli effetti grafici tridimensionali. Premettendo che ho installato Vista da pochissimi giorni, e che avevo lasciato al sistema il lavoro "sporco" di cercarsi i driver adatti, mi viene la strana curiosità di andare a guardare la versione dei driver: 8.4, se non sbaglio, datati qualche mese fa, senza firma digitale. Il sito del produttore non mette a disposizione i driver per Vista, come faccio a verificare se ne esistono di più aggiornati? Tanto vale provare a farli aggiornare direttamente a Windows, penso: e così, dopo qualche minuto, mi ritrovo con la versione 8.31, datata 2006, scelta dal sistema probabilmente perché è la più recente con la firma digitale. Là per là ho pensato all’ennesimo comportamento inspiegabile di Windows, ma invece, per farvela breve, quelli erano i driver giusti per far funzionare correttamente gli effetti grafici tridimensionali. Cercando in rete ho poi scoperto che già altri si erano accorti di questa regressione nei driver. Tralasciando le riflessioni sulla delusione riguardo alla ATI/AMD e i consigli ad acquistare NVIDIA, almeno ho risolto il mio problema. Fine parentesi.)

Questo cuore azzurro che mi pulsa adesso in pancia mi ha fatto un po’ riconsiderare il fatto di dare per scontato che dietro - o dentro - un avatar ci sia sempre e comunque una persona. Questa piccola parte di me mi fa somigliare un po’ ad un androide (ok, l’occhio vitreo in coordinato l’ho aggiunto apposta), e ho così ripensato ad uno degli aspetti attualmente un po’ controversi all’interno di Second Life: l’utilizzo dei bot.

I bot - abbreviazione di robot - sono "entità" del tutto simili agli avatar, ma sono controllati da un software, senza l’intervento umano. Se ne sente parlare sempre più spesso, e attualmente l’utilizzo principale sembra essere quello di "popolare" in modo artificiale una land in modo da farla apparire interessante ai visitatori (le land deserte sembrano così desolate che difficilmente ci si torna). Si tratta, probabilmente, allo stato attuale, di personaggi "stupidi", capaci soltanto di ripetere indefinitamente i gesti per cui sono stati programmati.

Ma già esiste la tecnologia per applicare a questi componenti una sorta di intelligenza artificiale in grado di sostenere, in qualche modo, una conversazione - stando alla mia esperienza, si tratta poi di una conversazione più accurata ed intelligente di quanto accada con buona parte dei giocatori in circolazione - la differenza tra giocatori e residenti la rimando ad un altro post, per quanto sia facilmente intuibile.

Tutto sommato può sembrare qualcosa di divertente, ma ho pensato a tutti gli eventi e i party organizzati per socializzare: sarebbe poi davvero così entusiasmante scoprire di aver ballato tutta la sera con un bot, di averci parlato e magari aver provato a corteggiarlo? Mi chiedo, non dovrebbe essere un obbligo etico segnalare in modo chiaro i robot per distinguerli dagli avatar? E se invece lo scopo dei proprietari è proprio quello di confondere le idee (o di arricchirsi setacciando i camping a pagamento)? Se la tecnologia progredisse, saremmo davvero in grado di distinguere un avatar - cioè la rappresentazione grafica di una persona reale - da un robot, cioè un algoritmo?