I topi non avevano nipoti
Caos calmo è un film che non posso non invitarvi ad andare a vedere, e se ne avete intenzione, occhio a leggere il seguito, perché parlerò di tutte le cose che ho amato di questo film. Faccio l’elenco - come il protagonista.
Colpiscono proprio quegli elenchi mentali - il suo modo di mettere ordine nel caos della sua mente.
La frase palindroma che dà il titolo a questo post, e insegna alla bambina che ci sono cose reversibili e cose che non lo sono.
La bambina che di fronte alla perdita della madre sa reagire in modo semplice ed efficace, mentre tutti gli adulti si ostinano a preoccuparsi per lei, non sapendo loro come affrontare le cose.
Il padre che sostiene di trascorrere le giornate sotto la scuola "per starle vicino": in realtà è lui che ha bisogno di non perdere il contatto, di non ritrovarsi solo, e proietta sulla bambina il suo senso di vuoto, convince se stesso di dover essere forte per lei, anche se è evidente che è lei ad essere più forte - ma il padre ha bisogno di darsi una motivazione, un senso, fino a quando, nel finale, la vita riprende improvvisamente il ritmo che aveva perso mesi prima, come se la terra avesse smesso di girare e poi all’improvviso si riavviasse - perché i bambini hanno troppa vita, e voglia di viverla, per restare a lungo legati al passato.
Le vicende degli altri personaggi, che sembrano così ridicole a paragone della morte: eppure Pietro non si stufa di nessuno, sta lì ad ascoltare tutti, tutti coloro che dichiarano di andare lì a dargli conforto e invece lo cercano da lui.
La vita del protagonista che sembra essersi fermata, inglobata in giorni tutti uguali uno dietro l’altro, che in realtà servono ad elaborare la perdita. Che quando perdi qualcuno hai soltanto bisogno di restare sospeso in una bolla d’aria. Fare finta di niente è il solo modo di restare in piedi, almeno per un po’ - almeno fino a quando quella ragazza con il cane non ti sorride. E riesci finalmente a mettere in moto e a ripartire.

12 Febbraio 2008 at 13:51
Vorrei lasciare un commento…. ma noooo, lasciamo perdere!
:-P
12 Febbraio 2008 at 14:20
devo andare a vederlo. per forza
12 Febbraio 2008 at 22:37
visto che lo consigli tu, cercherò di superare la mia ventennale avversione per Moretti, la sua voce, il suo modo di recitare e andrò a vederlo. poi ti saprò dire!
13 Febbraio 2008 at 01:18
Non ancora visto, ma il libro è proprio bello..
14 Febbraio 2008 at 17:32
Tu che sei madre, sai quanto si impara, giorno per giorno dai nostri figli (e dai bambini in genere). Ora, il film, bello o brutto che sia, diventa uno dei tanti motivi, per la Chiesa, di pontificare. Vale la pena andarlo a vedere solo per questo!