Vorrei votare a sinistra
Veltroni parla di eccellenza e di meritocrazia nell’accesso all’istruzione universitaria: bravo, come la mettiamo con i costi che le famiglie devono sostenere per gli studenti fuorisede? Aggiunge poi che, per invertire il trend demografico negativo, verrà istituita una dote fiscale per i figli: 2500 euro l’anno. 200 euro al mese. Una cifra, insomma. Nemmeno i pannolini, ci si paga. Ah, ma quella è solo un’integrazione al tuo salario di lavoratore (ammesso che tu sia un lavoratore, che non è così scontato): a proposito, si lavorerà per l’istituzione di uno stipendio minimo. 1000 euro. Cavoli. Allora sì che potrò sicuramente permettermi un paio di figli. Ma poi se ho i figli come lavoro? Veltroni promette: asili nido per il 20% dei bambini da 0 a 3 anni. Beh, il 20% di probabilità di averlo dà sicurezza, no?
La crescita del sistema Paese è una frase vuota per troppa gente. La gente che vota Berlusconi lo fa perché le sue "promesse" sono più spicce - ti dice: io ti abbatto i costi oggi, al sogno di un Paese grande e forte economicamente ci pensiamo domani - perché cinque anni sono pochi come tempo politico, ma sono tanti nella vita di una persona, e non si riesce ad aver fiducia nel guardare lontano se si hanno grosse difficoltà ad arrivare fino alla fine del mese. Non si riesce a credere nell’eccellenza e nella meritocrazia se tutto quello che si riesce faticosamente a trovare sono contratti precari a poche centinaia di euro al mese.
La gente che vota Veltroni, invece, è quella che detesta Berlusconi. Tutto qui. Personalmente non voterò mai a destra, ma sto facendo davvero fatica a convincermi di dover votare qualcosa o qualcuno in cui non mi ritrovo, che non mi ispira fiducia, una sinistra inesistente ispirata ad un modello americano che gli americani stessi stanno già mettendo in discussione.
Io voglio votare una sinistra che non metta in discussione i pilastri del welfare italiano: il sistema sanitario nazionale, l’assistenza, e il sistema di previdenza. Voglio votare una sinistra che non mi chieda di contribuire autonomamente a queste cose, se non mi garantisce un lavoro che, quando c’è, non arriva a consentire la sopravvivenza. Voglio votare una sinistra che tassa per prima se stessa, invece di spendere 250.000 euro annui di affitti di un grande e luminoso loft in Piazza Santa Anastasia a Roma (più tutte le nuove sedi locali, a quanto arriviamo?). Voglio votare una sinistra che ami le leggi chiare e precise, senza scappatoie. Voglio votare una sinistra che sappia dare dei punti fermi dei quali essere certi, sicuri, che siano imprescindibili.
Voglio votare a sinistra, ma per qualche motivo reale. O comunque più forte di un misero "l’alternativa è peggio".

16 Febbraio 2008 at 19:22
Hai ragione. È sempre più difficile votare. Si tratta sempre più spesso di scegliere quale sia il rospo meno disgustoso da ingoiare.
In famiglia abbiamo avuto la fortuna di incontrare Veltroni. Benché sia un uomo politico navigato ed esperto, è davvero una persona che ha a cuore lo sviluppo. Del Paese, delle potenzialità dei giovani, dei paesi emergenti. È pieno di entusiasmo e ha anche a disposizione gli strumenti per dare davvero inizio a un processo di cambiamento.
Tu hai ragione. Ci sono paesi che mettono a disposizione una collaboratrice domestica statale alle mamme… Io credo però che nella politica valga una regola valida per tutta la vita: non è sempre possibile avere tutto e subito. Da qualche parte bisogna pur cominciare.
Io sento che qui c’è la possibilità di un nuovo inizio.
Marco di supersalute.com
16 Febbraio 2008 at 19:25
Se mi indichi il Paese con le collaboratrici domestiche statali, il mio nuovo inizio sarà emigrare!
16 Febbraio 2008 at 21:17
Dato che concordiamo sull’approccio verso la Destra Berlusconiana, non sto a parlare di questioni già avidenti.
Parto dal fatto che anch’io nutro fiducia in Veltroni, e che mi dà davvero l’idea di proporre qualcosa di nuovo (non nei volti, ma in termini di posizionamento politico).
Detto questo, ho l’impressione che la comunicazione del PD sia effettivamente di un qualunquismo spossante…
Veltroni -oltre ad aver tratto ispirazione da un modello di comunicazione politica all’americana- ha copiato, in termini di contenuti, il vecchio modello di Forza Italia , modello che due anni fa (ammettiamolo) si è rivelato vincente.
Roba che, agli occhi di chi ha un minimo di competenza politica, fa venir voglia di votare subito Sinistra Arcobaleno (o magari UDC? nooooooooo…).
Anyway…il trend della comunicazione politica, in generale, è questo.
Mi chiedo, quindi, se il problema non risieda dall’ “altra parte”?
Mi chiedo se non riguardi l’elettore, così stanco della retorica politica, così disilluso, da credere solo a proposte del tipo “abbasserò le tasse e cntemporaneamente abbatterò il debito pubblico”.
Se così fosse, l’unico modo per fare campagna elettorale sarebbe questo.
Semplice. immediato.
Ma falso.
Quasi viscido.
Ma alla fine si sa…La campagna elettorale lascia il tempo che trova.
Ci toccherà attendere i fatti, quelli veri.
Non le promesse.
E sperare di non aver fatto una cazzata…
17 Febbraio 2008 at 00:31
sono tutti bravi in campagna elettorale. tutti non sparano una cazzata una. perfino berlusconi dice cose magnifiche, il che è un dramma.
pazzesco.
Io voterò per il primo che dirà che questo punto non si potra realizzare e quell’altro nemmeno. che usi la sincerità delle famiglie che vanno a votare e che campano con 1000 euro al mese, quando campano bene.
ho sempre votato sinistra. fin dai 18 anni. oggi ne ho 38 e i miei valori stanno cambiando. mi sono rotto i coglioni
17 Febbraio 2008 at 14:27
Rientro sicuramente nella schiera dei diffidenti. Però ho apprezzato almeno tre cose fatte da Veltroni:
1) Decidere di correre da solo ha portato ad un cambiamento che fino ad un mese fa sarebbe stato impensabile. Sicuramente se si fossero ripresentati i due schieramenti “elefanti” io non avrei votato, senza ombra di dubbio. Oggi sappiamo che se si vota PD si vota per un solo partito e che con questa legge elettorale avrebbe una maggioranza. Questo è un fatto indubbiamente nuovo.
2) Ieri ha annunciato che non sarà capolista, come capolista ci saranno due trentenni ed un quarantenne, i quali sicuramente saranno eletti. Dare più spazio ai giovani è un fatto nuovo, magari i numeri 3 saranno tutti ottantenni, però almeno è stato lanciato un messaggio.
3) E’ stato deciso, anche su questo è stato fatto l’accordo con IDV di DI Pietro, che i condannati in primo grado per reati di corruzione e concussionie e per mafia non potranno essere candidati. Probabilmente questa regola entrerà nello statuto del partito.
aggiungerei un quarto fatto. Nei giorni scorsi sono state fatte le elezioni dei consigli direttivi del PD. Si dovevano dare due voti, uno per un candidato uomo, uno per un candidato donna. In pratica in questo modo sarà praticamente certo che i consigli direttivi saranno composti da metà uomini e metà donne.
Aspetto di vedere se tutte queste parole si tradurranno in fatti (quindi vedrò le liste dei candidati, e continuo a rimanere perplesso e vigile, ma è innegabile che queste iniziative le vedo in modo assolutamente favorevole, alcune sono le “discriminanti” per cui ero indeciso se andare a votare o meno.
Staremo a vedere, ma questi punti positivi li volevo sottolineare. Voi che ne dite?
18 Febbraio 2008 at 10:35
siamo piuttosto lontani come idee politiche, i nostri ultimi due post lo dimostrano, però qui hai ragione da stravendere . Il tuo discorso ha la coerenza di chi sa quello che vuole, e non lo trova. La democrazia rappresentativa, secondo me il meglio che fin’ora abbiamo inventato (o il meno peggio), ha bisogno di qualcuno che possa rappresentare, e di qualcuno che possa sentirsi rappresentato.
Io, come te, non vedo i primi e non mi sento fra i secondi.
18 Febbraio 2008 at 10:36
Io vorrei “vuotare” a sinistra, come si fa ? Basterà girarsi sul fianco ?
20 Febbraio 2008 at 13:53
più vero del vero… infatti io so chi non votare.
ma ancora non so a che santo votarmi.
6 Marzo 2008 at 11:54
Parti con un errore di fondo: definire il PD come un partito di sinistra.
Esso è una coalizione parecchio eterogenea sintetizzata in un singolo partito (dalla Binetti che si sollazza con il cilicio ai radicali, dall’operaio superstite all’industriale dichiaratamente di destra), ricalca i due partitoni nordamericani che funzionano solo come comitati elettorali con l’unico scopo di prendere più voti possibile senza badare ad altro.
L’alternativa ci sarebbe anche e sembra partita bene con la dichiarazione, che in una democrazia sana sarebbe pleonastica, di essere di parte; il nome fa pena ed il simbolo lascia parecchio a desiderare, però sono i contenuti programmatici che contano.
O no?