Se la scienza si ispira alla fantascienza

Leggo su Repubblica della pubblicazione su Nature di una ricerca scientifica americana da parte di alcuni ricercatori che pare abbiano creato una macchina in grado di "leggere nel pensiero". Attualmente questo dispositivo somiglia ad uno scanner da ospedale ed è in grado di analizzare l’attività cerebrale, "indovinando" l’immagine che l’individuo sta guardando.
La macchina funziona così. In un primo tempo lo scanner registra l’attività del cervello mentre un individuo osserva centinaia di foto a colori e in bianco e nero: panorami, ritratti, animali, immagini romantiche, immagini violente, immagini di ogni genere. Quindi si passa al test vero e proprio, esaminando l’attività cerebrale senza sapere quale immagine la persona stia guardando. Confrontando le due serie di immagini, il computer fa quindi la sua predizione di quello che la persona ha guardato.
Gli scienziati sono molto soddisfatti di questa fase iniziale di sperimentazione: il computer dà la risposta corretta nove volte su dieci, mentre tentando semplicemente di indovinare si fermerebbe mediamente a otto su mille. E dichiarano che questo è solo l’inizio, che la tecnologia si sta già evolvendo.
Sembra quasi romantica l’idea di poter leggere, e magari registrare per riverderli, i nostri sogni (questa cosa una volta era apparsa anche in un numero di Dylan Dog di parecchi anni fa), o di poter ripescare ricordi rimasti comunque "stampati" nella mente ma di cui non abbiamo memoria né più consapevolezza.
Ma vi immaginate se invece una simile tecnologia finisse per essere utilizzata per interrogare il cervello di presunti terroristi o criminali? Presunti non nel senso di sospettati: mi è tornato in mente Minority Report, il film (ispirato ad un racconto di fantascienza di Philip K. Dick) in cui si sperimentava la possibilità di arrestare le persone per "pre-crimine", ovvero prima che i crimini venissero commessi. Ok, è fantascienza. Però mi rende un po’ inquieta l’idea che tra pochi anni queste tecnologie saranno comunque a disposizione della società "e l’uso che vorremo farne dipenderà solo da noi". Vai a sapere che la realtà possa superare la fantasia :)

10 Marzo 2008 at 10:13
Se riflettiamo sul fatto che all’epoca di Jules Verne i suoi romanzi erano considerati vera e propria fantascienza (salvo poi, anni dopo, veder realizzati tutti i sogni del letterato francese), possiamo dire che la tua inquietudine è più che giustificata. Sul fatto, poi, che tutto dipenderà dall’uso che ne faremo…. beh, la mia inquietudine cresce ancora di più :-)
10 Marzo 2008 at 14:13
Se qualcuno potesse leggere dentro di me, credo si spaventerebbe…
10 Marzo 2008 at 16:03
La realtà supererà sempre la fantasia, o almeno lo spero vivamente! Innanzitutto, perché è proprio la fantasia a guidare gli scienziati nel compiere le loro ricerche (in qualsiasi ambito di indagine, dalle neuroscienze alla ricerca di un nuovo tipo di cemento armato, bleah ;) ). In secondo luogo, perché fortunatamente la natura è piena di sorprese, e a volte (a volte non soltanto “a volte”, a dire il vero) ha ancora più fantasia di noi…
Ok, ciò scritto - con un po’ di non voluta supponenza - mi associo senza riserve a stellavale, e mi auguro non mi si proponga mai di partecipare a un esperimento di “lettura del pensiero”…