La pioggia prima che cada
Incuriosisce il titolo di questo libro, il cui senso appare chiaro soltanto alla fine della lettura di un romanzo piacevole e scorrevolissimo: probabilmente non vincerà il premio Nobel, ma Coe è bravissimo soprattutto nelle descrizioni - le descrizioni delle venti fotografie scelte dalla defunta Rosamond per raccontare la storia della sua famiglia, la minuziosa ricerca di dettagli e particolari che illudono il lettore di avere queste immagini lì, proprio davanti agli occhi.
La storia è quella di una linea tutta femminile di discendenza familiare, di abbandono, maltrattamenti, disamore che si perpetuano di madre in figlia: figlie non amate, rifiutate, si trasformano con gli anni in madri indifferenti e crudeli, loro malgrado, inevitabilmente, fino a quando qualcosa di tragico - più tragico del resto, o almeno più evidente agli occhi della società - non spezza il circolo vizioso e una famiglia nuova, piena di cure e d’affetto, non dimostra che l’unica cura, l’unica salvezza è l’amore, soprattutto per i bambini.
La pioggia prima che cada non esiste, perché se non cade non può chiamarsi pioggia. E’ inesistente eppure è qualcosa che piace lo stesso, ed è la metafora dell’attaccamento di Rosamond alla sua famiglia disastrata: una famiglia che affettivamente non può definirsi tale, ma nella quale lei cerca a tutti i costi di vedere il buono, il bello, la speranza.

25 Giugno 2008 at 13:11
L’avevo trovato molto bello!
25 Giugno 2008 at 16:41
Ah, ma questo è il libro che ti abbiamo regalato io e CsMiCKY? o no? non mi ricordo… cmq l’hai letto… quindi mò me lo puoi prestare… ih ih
26 Giugno 2008 at 12:17
Molto bello, triste e toccante.
Diversissimo dal solito Coe, però bello ugualmente. Cioè… vabbè, si è capito.
Baci, signora Off (da oggi ti chiamo cos’..)
;)