Archive for the ‘basilicata’ Category

Mag
08

No place like home

di Monica

Upside Down HouseCasa è dove l’auto ti riporta quando guidi stanco, col pilota automatico nel cervello, per una strada dove non hai bisogno del navigatore.

Casa è dove entri e il semplice gesto di chiuderti una porta dietro le spalle ti fa rilassare, è dove ti togli le scarpe e ti abbandoni sul divano e puoi lasciare i piatti da lavare anche dopo, più tardi, prima di dormire.

Casa è il posto a cui pensi quando si avvicina l’ora di uscire dall’ufficio, e non vedi l’ora di arrivare.

Casa è come nido, è il tuo posto nel mondo. E’ più una cosa che senti dentro. Me ne sto accorgendo ultimamente, quando nelle chiacchiere tra colleghi dico "A casa mia…", oppure "Da me…", e la gente mi chiede: "Dove?". E naturalmente io intendo sempre Potenza. E questa cosa, quando ci rifletto su, mi rende contenta. Potenza è casa mia.

Ma adesso "casa mia" è lontana e io sto cercando un posto nuovo: i miei muri, la mia cucina, il mio letto, il mio divano saranno altri. Forse un giorno sarà un’altra anche "casa mia", un’altra città, una cosa che sentirò dentro diversa e che identificherò come il mio posto nel mondo. Chissà.

In realtà in questo periodo mi sembra quasi di essermene andata su un altro pianeta.

E di "posti" ne sto vedendo tanti e finora niente mi piace. Niente che possa candidarsi a conquistarmi. Ma siamo fiduciosi, e perseveranti…

Mag
04

Il giorno dopo (post senza link)

di Monica

2464169770 7292a4171eIl tempo è già finito e ci siamo anche commossi, che l’avremmo voluto dilatare chissà per quanto mentre ci osservavamo con gli occhi fissi come a volerci imprimere sulla retina in modo indelebile il sorriso di chi ci sta accanto tutti i giorni e non avevamo ancora mai incontrato.

E’ pochissimo anche il tempo che ho io per scrivere, ma nemmeno trovo l’ispirazione. L’aspetto emotivo di questo barcamp a Matera ha totalmente prevalso rispetto a tutto il resto, e per le emozioni non trovo parole. Francamente non so dire quasi nulla, tranne che vi voglio bene.

Mag
02

Sopra la panc, MateraCamp

di Monica

Vela Big

Signori, ci siamo! Il grande giorno è arrivato. Siete pronti a partire domattina alla volta di una delle più belle città d’Italia? Ci saremo proprio tutti (o quasi), anzi, molti sono già lì!

Muoviti su! Che aspetti?

Mar
25

MateraCamp in arrivo!

di Monica

MateracamplogoFinite le brevi ferie pasquali, un ottimo modo per addolcire il ritorno al lavoro è di pensare all’organizzazione del prossimo "stacco": il lungo ponte del 1° maggio. Per tutti quelli che ancora non lo sanno, il 3 maggio si terrà a Matera la seconda edizione del MateraCamp, uno dei (purtroppo pochi) barcamp organizzati nel sud Italia.

Che cos’è un barcamp? Una non-conferenza collaborativa, una riunione in cui tipicamente si discute e si approfondiscono temi legati al web, ma con lo scopo di favorire curiosità, divulgazione e collaborazione: i temi sono scelti dai partecipanti piuttosto che imposti dagli organizzatori, chiunque può proporre un argomento, esporre le sue idee ed aprire un dibattito.

Perché vale la pena di venire a Matera? Perché è una città unica, affascinante, i Sassi vi incanteranno.

Perché dovete assolutamente affrettarvi? Perché proprio ieri, a seguito di un sopralluogo nello splendido posto che ospiterà il barcamp, abbiamo appreso che (come c’era da aspettarsi) i posti letto rimasti liberi nelle strutture sono pochi - proprio perché Matera è bellissima, un ponte lungo attira molissimi turisti. Perciò tutti coloro che vengono da lontano e hanno necessità di pernottare devono assolutamente affrettarsi! Per coloro che hanno difficoltà e/o poca voglia e/o vogliono consigli e suggerimenti, fatecelo sapere - ma subito! Abbiamo la possibilità di sistemare un po’ di persone all’interno della stessa struttura che ospiterà il barcamp. Inoltre tramite il blog ufficiale daremo i contatti di un’agenzia di fiducia alla quale, se volete, potete fare riferimento.

Che cosa devi fare al barcamp? Partecipare. Se hai un argomento da proporre è meglio: segnalalo qui!

Se vieni a Matera per tutto il ponte, che cosa farai il resto del tempo? Stiamo organizzando anche altri momenti di aggregazione per chi ne ha voglia, in particolare per il giorno precedente al barcamp: pranzo, cena e giro turistico, e forniremo entro breve maggiori dettagli.

Hai ancora qualche dubbio, domanda, perplessità? Oltre al blog ufficiale e al wiki, puoi far riferimento a Giovanni, Clara, Alfredo o me: ti aspettiamo!

Nov
30

23 novembre 1980

di Monica

23 novembre 1980
© Max31055

 
Novembre oggi se ne va, e Vittorio Zambardino ci ha segnalato quanto, purtroppo, sia passato praticamente sotto silenzio un anniversario importante.

Il 23 novembre 1980, verso le 19.35, ero seduta nel mio passeggino, a casa dei miei nonni. Era domenica, io avevo poco più di un anno e, come da tradizione, le famigliole di domenica si riunivano, a pranzo o nel pomeriggio, e così come di consueto io mi trovavo lì. Magari guardavo la tv.

I miei genitori e mia nonna erano a una decina di metri di distanza, erano scesi nella cantina, giù per una ripida scalinata. Con me c’era mio nonno, che non vedo più da vent’anni.

In un minuto molte vite sono cambiate, quella sera lì. Io non lo so direttamente, non ne ho ricordo. Conosco soltanto la paura nelle voci di chi racconta come mio nonno mi avesse abbracciata e completamente coperta per proteggermi, e di loro laggiù in cantina che guardavano una scala che sembrava infinita, che non riuscivano ad affrontarla perché la terra gli tremava sotto i piedi, con la paura che crollasse tutto e di restare lì, che la luce lassù sparisse.

Noi siamo stati fortunati. Ma per quanti anni a venire ho visto sui muri le crepe mai richiuse di quel giorno? Sui muri e negli animi.

Pensando a tutto questo, questo terrore di coloro che comunque sono stati fortunati, fa male leggere di chi invece è stato colpito duramente. Ma stasera ho scoperto che leggerne, dopotutto, era niente.

Perché ascoltare con le proprie orecchie non è solo "informarsi". E’ catapultarsi in quel minuto di 27 anni fa, emozionarsi, restare in silenzio, senza parole, coi denti serrati, i nervi in tensione. Lo è per me che non lo ricordo. Non so che effetto possa fare a chi invece, suo malgrado magari, ricorda.

 

lunghi, ripetuti boati, come onde di mareggiata, o un cannone lontano

 

Grazie a una blogger che ha dissotterrato dal dimenticatoio alcune cassette di un’emittente radiofonica che in quel momento stava registrando basi musicali, se volete, potete ascoltare anche voi.

 

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