Archive for the ‘distrazioni’ Category

Mag
14

Round my hometown

di Monica

Chi è nato e ha sempre vissuto nella metropoli trova quasi incomprensibile l’idea di vivere in un paesino.

Io, invece, osservando le case arroccate sulla collina mentre salivo su con l’auto per i tornanti, con l’aria fresca che entrava dal finestrino, mi sono sentita, con così poco, già a casa.

Lassù mi aspettava un posticino delizioso, piccolo che sembra quasi un nido, accogliente e dai colori caldi.

Poi ci si è messo anche un panorama mozzafiato a fare la sua parte. Tutte le luci di Roma laggiù nella valle ai miei piedi, a perdita d’occhio.

E lì vicino il bosco. E da lassù i laghi che brillano al sole.

Non sono certa di averlo scelto io. Ho la forte sensazione che sia stato questo posto a scegliere me.

 

(foto di Giorgio Clementi)

 

P.S.: quando verrete a trovarmi vi porto anche a far vedere una famosa - e sorprendente - "anomalia gravitazionale"

Mag
10

Cambio di stagione

di Monica

Cambiare rende piacevole la vita. La noia non fa bene.

(L’ho appena detto chiacchierando con un’amica e mi sono resa conto che era un ottimo modo di rompere il ghiacchio e introdurre questo post.)

Così anche il blog fa il cambio dell’armadio: via il template autunno-inverno, arriva la collezione primavera-estate. Colori nuovi, aria nuova. Monick nuova? Chissà.

Ho qualche difficoltà a scrivere sul blog. Trascorrendo online pochissimi minuti al giorno, mi sento completamente fuori da tutte le conversazioni. Prima o poi recupererò, spero.

Qualcosa mi manca, è vero, ma d’altra parte gli amici veri, sinceri, continuo a sentirli ugualmente, senza necessità di bit. Loro sono la cosa più importante, quello che non potrei perdere.

Per tutto il resto, abbiate pazienza. Presto o tardi tornerò…

Mag
08

No place like home

di Monica

Upside Down HouseCasa è dove l’auto ti riporta quando guidi stanco, col pilota automatico nel cervello, per una strada dove non hai bisogno del navigatore.

Casa è dove entri e il semplice gesto di chiuderti una porta dietro le spalle ti fa rilassare, è dove ti togli le scarpe e ti abbandoni sul divano e puoi lasciare i piatti da lavare anche dopo, più tardi, prima di dormire.

Casa è il posto a cui pensi quando si avvicina l’ora di uscire dall’ufficio, e non vedi l’ora di arrivare.

Casa è come nido, è il tuo posto nel mondo. E’ più una cosa che senti dentro. Me ne sto accorgendo ultimamente, quando nelle chiacchiere tra colleghi dico "A casa mia…", oppure "Da me…", e la gente mi chiede: "Dove?". E naturalmente io intendo sempre Potenza. E questa cosa, quando ci rifletto su, mi rende contenta. Potenza è casa mia.

Ma adesso "casa mia" è lontana e io sto cercando un posto nuovo: i miei muri, la mia cucina, il mio letto, il mio divano saranno altri. Forse un giorno sarà un’altra anche "casa mia", un’altra città, una cosa che sentirò dentro diversa e che identificherò come il mio posto nel mondo. Chissà.

In realtà in questo periodo mi sembra quasi di essermene andata su un altro pianeta.

E di "posti" ne sto vedendo tanti e finora niente mi piace. Niente che possa candidarsi a conquistarmi. Ma siamo fiduciosi, e perseveranti…

Mag
04

Il giorno dopo (post senza link)

di Monica

2464169770 7292a4171eIl tempo è già finito e ci siamo anche commossi, che l’avremmo voluto dilatare chissà per quanto mentre ci osservavamo con gli occhi fissi come a volerci imprimere sulla retina in modo indelebile il sorriso di chi ci sta accanto tutti i giorni e non avevamo ancora mai incontrato.

E’ pochissimo anche il tempo che ho io per scrivere, ma nemmeno trovo l’ispirazione. L’aspetto emotivo di questo barcamp a Matera ha totalmente prevalso rispetto a tutto il resto, e per le emozioni non trovo parole. Francamente non so dire quasi nulla, tranne che vi voglio bene.

Apr
29

Pubblico e privato, a Roma

di Monica

Mi piacerebbe saper commentare quest’altra sconfitta annunciata, per certi versi ancora più sconcertante perché un sindaco di destra, a Roma, non si era mai visto nella storia della nostra repubblica.

Mi piacerebbe esprimere il disgusto di vedere il saluto romano. Nel 2008. Nelle sedi istituzionali.

Ed il dispiacere, misto a un po’ di vergogna, provato nel leggere il feroce ritratto dell’Italia che stamattina il resto del mondo ha letto sul quotidiano inglese The Independent.

Mi piacerebbe ricordare il sorriso amaro di ieri sera, quando Alfredo ha scritto su Twitter di trovarsi in via Terni a commentare il fatto che Rutelli fosse di nuovo sindaco di Roma, quasi in un ultimo tentativo di negare la realtà (si sa, una cosa se non la dici ad alta voce non è vera).

Però mi arrabbio, e tanto, quando "quelli di sinistra" dicono che gli italiani non li hanno votati perché non li hanno capiti. Perché continuano a perseverare nella loro miopia: sono loro a non aver capito gli italiani, ma non se ne rendono conto.

Ma lo ammetto: per quanto sia grande la disfatta, la mia indignazione in questo momento è in secondo piano. In fondo sono solo un borghese piccolo piccolo, e ho una serie di problemi personali di un certo rilievo - proporzionalmente parlando - che in questo momento mi consumano tutte le risorse, oltre che di energia, di rabbia ed indignazione. C’est la vie.