Ci parliamo da grandi
(08/06/2008, ore 23 circa)
Certe sere ci sono canzoni che ti colpiscono un po' a tradimento, in maniera inconfessabilmente inaspettata, perché magari quel particolare genere, o quel particolare interprete, sono esattamente quel genere o quell'interprete che mai - affermavi fino a un minuto prima - mai ti avrebbe colpito, emozionato, mai l'avresti ascoltato volontariamente, o, se ascoltato involontariamente, mai avesti notato, la tua attenzione non si sarebbe soffermata, mai, mai, dicevi.
E poi che barba Ramazzotti, dai. L'altra sera era ospite in qualche trasmissione televisiva, e io l'ho visto ma non ascoltavo, il volume era a zero perché parlavo al telefono e facevo zapping sovrappensiero, cambiando canale senza prestare attenzione a ciò che vedevo. Poi la telefonata è finita e ho alzato di nuovo il volume, e la canzone era finita e la sola cosa che ho sentito era che il presentatore o la presentatrice di turno stava raccontando che quella canzone parlava del rapporto tra genitori e figli. In quel momento ho cambiato canale.
Poi oggi è successo che quella canzone l'ho ascoltata, involontariamente, e sì, il sound è ramazzottiano, e sì, probabilmente è "una lagna", e però qualcosa ha colpito, e sono finita a passare la giornata ad ascoltarla stavolta per scelta...
Perché tutto l'amore che prendi un giorno lo ridai:
quel giorno si diventa grandi...
Non so se sono grande, di sicuro ci sto provando a diventarlo, ecco, essere grandi, adulti, genitori, responsabili di un'altra persona, io credo voglia dire proprio questo,
la fatica di un passo indietro per fare spazio a te
il piccolo dolore della rinuncia a una parte di sé e della propria vita, dei propri sogni, una rinuncia fatta senza pensarci sopra nemmeno più, perché è la sola cosa possibile, perché
se la vita lo chiede, siamo grandi
e da grandi, da mamma, da papà - sempre, ma a maggior ragione quando si è mamma o papà soli - è l'unica e sola cosa che fai, dare spago al tuo aquilone, ripetendoti mentalmente
tu vai, tu corri... io sto
non importa di me, non importa se io non corro più e se tante cose sono troppo lontane, importa solo di te, importa della tua vita, dei tuoi sogni, dei tuoi sentimenti, hai l'unica priorità. E questa canzone parla del primo dolore di un figlio che sta crescendo e dal quale non puoi proteggerlo, e lo sai che non potrai mai, ma ugualmente ti fa male questa consapevolezza e tutto quello che puoi fare è restargli comunque vicino e sollevargli un po' una parte del suo peso ed essere grande e mettere da parte il resto... metterti da parte,
è un cammino che è l'unica scelta
e a volte è dura, a volte vorresti ricordarti di te stesso e pretendere un po' di più, ma poi ti ricordi che sei grande,
tu hai chiesto, io do
io do, il mio compito è quello, dare, non pretendere. Ecco, quattro minuti e mezzo di pensieri così: dedicati ai papà che sanno essere padri.

Caos calmo è un film che non posso non invitarvi ad andare a vedere, e se ne avete intenzione, occhio a leggere il seguito, perché parlerò di tutte le cose che ho amato di questo film. Faccio l'elenco - come il protagonista.