Di Monica, 4 mesi e 27 giorni fa

I topi non avevano nipoti

3647746198Caos calmo è un film che non posso non invitarvi ad andare a vedere, e se ne avete intenzione, occhio a leggere il seguito, perché parlerò di tutte le cose che ho amato di questo film. Faccio l'elenco - come il protagonista.

Colpiscono proprio quegli elenchi mentali - il suo modo di mettere ordine nel caos della sua mente.

La frase palindroma che dà il titolo a questo post, e insegna alla bambina che ci sono cose reversibili e cose che non lo sono.

La bambina che di fronte alla perdita della madre sa reagire in modo semplice ed efficace, mentre tutti gli adulti si ostinano a preoccuparsi per lei, non sapendo loro come affrontare le cose.

Il padre che sostiene di trascorrere le giornate sotto la scuola "per starle vicino": in realtà è lui che ha bisogno di non perdere il contatto, di non ritrovarsi solo, e proietta sulla bambina il suo senso di vuoto, convince se stesso di dover essere forte per lei, anche se è evidente che è lei ad essere più forte - ma il padre ha bisogno di darsi una motivazione, un senso, fino a quando, nel finale, la vita riprende improvvisamente il ritmo che aveva perso mesi prima, come se la terra avesse smesso di girare e poi all'improvviso si riavviasse - perché i bambini hanno troppa vita, e voglia di viverla, per restare a lungo legati al passato.

Le vicende degli altri personaggi, che sembrano così ridicole a paragone della morte: eppure Pietro non si stufa di nessuno, sta lì ad ascoltare tutti, tutti coloro che dichiarano di andare lì a dargli conforto e invece lo cercano da lui.

La vita del protagonista che sembra essersi fermata, inglobata in giorni tutti uguali uno dietro l'altro, che in realtà servono ad elaborare la perdita. Che quando perdi qualcuno hai soltanto bisogno di restare sospeso in una bolla d'aria. Fare finta di niente è il solo modo di restare in piedi, almeno per un po' - almeno fino a quando quella ragazza con il cane non ti sorride. E riesci finalmente a mettere in moto e a ripartire.

Di Monica, 5 mesi e 23 giorni fa

Io sono leggenda

LocandinaIl romanzo "I am legend" scritto da Richard Matheson nel 1954 è ormai giunto alla settima trasposizione cinematografica. Non ne sapevo molto, a parte che fosse il genere di film a metà tra un action movie e un horror: naturalmente già questo mi è bastato per andare a vederlo (in compagnia di due persone che invece non sapevano di cosa si trattasse e sono rimaste un po' scosse) :-)

La vera leggenda è Will Smith. Il suo one man show è spettacolare: il personaggio correva il rischio di poter apparire il classico Terminator invincibile che salta dal settimo piano e nemmeno si impolvera, e invece è vero, sentito, reale, interpretato in modo estremamente convincente. La scenografia toglie il fiato: una New York deserta, silenziosa, evanescente, spettrale, che amplifica la solitudine del protagonista e la fa diventare assordante.

La descrizione della fine della società produttiva e del ritorno al selvaggio urbano, comunque, lascia riflettere sulla tagliente metafora della nostra de-evoluzione, della società civile che ci sfugge di mano per la presunzione di voler controllare tutto. L'angosciante solitudine del protagonista contagia il pubblico (anche se non al livello di Cast away), l'attenzione non cala fino alla fine... anche se il finale, col classico messaggio di speranza e amore esemplificato dal dare la vita con un gesto altruistico, forse poteva spingersi un po' più oltre, a mio avviso un po' più in linea con l'atmosfera tragica e disperata. Ma il film è di alto livello, capovolge la situazione classica dei vampiri che invadono il mondo raccontando della lotta per la sopravvivenza dell'unico essere umano in un mondo che di umano non ha più nulla. Chi è normale? Chi è il vero intruso?

Il pasticcio finale, troppo miracolistico, non lo rende un film perfetto (ma trovare un degno doppiatore di Will Smith è così impossibile? E gli effetti digitali sui vampiri sono identici a quelli usati in La Mummia... roba già vista e stravista)... ma è un film incisivo. Da vedere.

 

Di Monica, 5 mesi e 29 giorni fa

Le zucchine

E' che anche io l'ho visto questo film, ma senza attenzione. Perché la poesia, nel frastuono della cena, i bambini, i parenti, piatti che vanno e vengono, "scusa mi passi il sale?", la poesia, ecco, si perde, non arriva se non in frammenti.

Per fortuna c'è Marco, e Marco sì che è un poeta.

Infatti ha scritto questa cosa bellissima, e spero tanto che non se la prenda se ne riporto un po', ma non volevo perderla, non volevo che magari qualche distratto non la leggesse.

Ci sono dei bisogni che ci definiscono, dei bisogni che percepiamo come fondanti della nostra vita, della bolla di realtà in cui ci muoviamo:

"se muore lei, per me tutta questa messinscena del mondo che gira che..

possono anche smontare, portare via,"

Ho capito che il calabrone alla fine non poteva non amare quel fiore, perché quel fiore era così bello e inaspettato che tutto aveva colore perché da quel fiore traeva il pigmento. Perché quel bisogno era lui stesso.
Nel bisogno che tutto sia vivo fiorisce il bisogno di qualcuno per cui tutto questo viaggio abbia un senso:

"possono schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possono spengere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto, tanto... "

(...) Il bisogno è una bestia crudele e generosa. Crudele perché non regala alcunché, la brama duole, la mancanza non sottintende né contiene il bene desiderato. Le strade per averlo possono essere dure, durissime, non esistere a volte. Ma è una belva generosa perché spinge verso quel che colora la vita e dà la forza di fare tutto, di ridere e piangere, perdonare e di chiedere perdono, di correre e sapere quando fermarsi, di parlare e chiedere.

"lo sai perchè mi piace tanto? Perchè mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto...

possono porta' via tutto questo tappeto, queste colonne, questi palazzi,

 la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine,"

Tutto quel che è bello, che sia fuori di noi se vogliamo vederlo e desiderarlo o che sia dentro di noi, nei nostri ricordi più labili e odorosi, ricordi luminosi come un giorno di mare o caldi come un cucinino allegro pieno di piatti e di fotocopie, dolorosi come una paura di insincerità  o felici come una mattina di sole, tutto ci rimanda a quegli occhi, a quelle mani.

"le sette del pomeriggio, maggio, giugno, luglio,

il basilico, le api, il mare, le zucchine... le zucchine..."

 

Di Monica, 6 mesi e 28 giorni fa

Christmas movies

Ormai possiamo dirlo, siamo agli sgoccioli! Mancano due sole settimane a Natale e per me il miglior modo di entrare nello spirito della festa (oltre al non secondario vantaggio, quest'anno, di trascorrere svagandomi le lunghe ore di malattia che mi sto beccando - argh!) è rivedere i migliori film natalizi di tutti i tempi... naturalmente a mio esclusivo e personale giudizio!

#1 - La vita è meravigliosa (It's a wonderful life - 1946)

Splendida pellicola di Frank Capra con un James Stewart da oscar (che non vinse effettivamente per pochissimo). Chi non conosce questo film fiabesco e toccante? George Bailey è un uomo desideroso di avventure e di viaggi, che ha passato tutta la sua vita al servizio del prossimo a Bedford, una piccola cittadina di provincia, rinunciando alle sue aspirazioni. La vigilia di Natale, però, suo zio Billy smarrisce una grossa somma di denaro, di vitale importanza per evitare che la loro cooperativa edilizia, fondata dal padre di George e diretta, dopo la sua morte, dallo stesso George, cada nelle grinfie dell'avido capitalista Potter, che da anni cerca di tenere in pugno tutta la cittadina. George, disperato, decide di uccidersi gettandosi nel fiume, ma viene salvato da un «aspirante» angelo, Clarence, che deve compiere una buona azione importante per meritarsi le ali: questi mostra a George come sarebbero andate le cose se lui non fosse mai nato: non sarebbero nati suoi figli, il fratello sarebbe morto annegato da piccolo, il suo vecchio datore di lavoro avrebbe passato buona parte della sua vita in galera per un avvelenamento incidentale, la moglie Mary sarebbe rimasta zitella, la cittadina si sarebbe chiamata Pottersville e la vita di molti cittadini sarebbe stata miserabile. Riesce a dare quindi nuova speranza all'uomo che, tornato a casa desideroso di riabbracciare i suoi cari, grazie all'aiuto degli amici e dei vicini riuscirà a trovare una via di uscita evitando la bancarotta e riceverà il più bel dono che possa sperare.

Una curiosità: uno dei personaggi è un vecchio avaro di nome Harry Potter, che curiosamente indossa occhiali tondi. Inoltre sulla sua carrozza vi è uno stemma con la saetta che è identico al logo del celebre maghetto.

#2 - Mamma ho perso l'aereo (Home alone - 1990)

Non ci credo nemmeno se lo vedo, che qualcuno di voi non abbia assitito almeno una volta alla storia dei coniugi McCallister che, in partenza per una vacanza natalizia a Parigi con la numerosa famiglia, si accorgono solo dopo il decollo dell'aereo di aver dimenticato a casa il più piccolo dei loro figli, Kevin. Rimasto solo, il bambino comunque non si perde d'animo, e infatti se la spassa approfittando dell'assenza degli adulti: salta sul letto, mangia schifezze, guarda film violenti.

Se la deve persino vedere con due maldestri scassinatori, Harry e Marv, che sono soliti svaligiare case, lasciando poi un rubinetto aperto per allagarle. Per contrastare i due ladri, sparge per la casa una lunga serie di trappole da cartone animato (maniglie delle porte arroventate, lanciafiamme che si azionano all'apertura delle porte, macchinine e palline dell'albero di Natale sparse in casa, barattoli di vernice gettati giù dalle scale...).

Scenette comiche imperdibili anche nel sequel, «Mamma ho ri-perso l'aereo, mi sono smarrito a New York», in cui Kevin non viene «dimenticato» a casa, ma, a causa del solito disordine alla partenza, il ragazzino sbaglia aereo e sbarca a New York da solo, ritrovando i vecchi Harry e Marv assetati di vendetta...

#3 - C'è post@ per te (You've got m@il - 1998)

Joe Fox e Kathleen Kelly vivono e lavorano a pochi isolati di distanza nell'Upper West Side di New York. I negozi che frequentano sono gli stessi e passeggiano per le stesse strade. Lui è il proprietario della più importante catena di bookstore di Manhattan, le megalibrerie Fox, mentre lei gestisce una piccola libreria per bambini ereditata dalla madre, «il Negozio Dietro l'Angolo» proprio accanto al bookstore. I due si incontrano in una chatroom e nasce un'amicizia sebbene in anonimato. Nella vita invece, dopo essersi incontrati ad una festa di beneficenza sarà guerra...

La commedia,per la regia di Nora Ephron, costituisce un remake del classico di Ernst Lubitsch «Scrivimi fermo posta» (1940), con la variante che i protagonisti si innamorano scrivendosi via email anziché fermo posta.

Non si tratta di un film espressamente dedicato al Natale, ma il periodo natalizio viene descritto con particolare dolcezza dalla protagonista che ricorda la madre. Ottima colonna sonora, totalmente incentrata sulla parola «dream». Tom Hanks stre-pi-to-so!

#4 - Love actually (2003)

La storia è in realtà un intreccio di relazioni e di amori; protagonisti di queste storie sono inglesi molto diversi tra loro, ed hanno in comune il fatto di svolgersi tutte contemporaneamente, iniziando cinque settimane prima di Natale. Dolcissime le storie di Mark, innamorato di Juliet, moglie del suo migliore amico; di Jamie che, tradito dalla fidanzata, si rifugia in campagna dove incontra una ragazza portoghese che inseguirà fino a Lisbona; di Karen che scopre i tradimenti del marito; del divertentissimo Primo Ministro David che perde la testa per la segretaria Natalie; del piccolo Sam, rimasto orfano di madre, che cerca di conquistare la compagna di classe Joanna con l'aiuto del patrigno; di Sarah, innamorata da anni di Karl, a cui è costretta a rinunciare proprio sul più bello per restare vicino a suo fratello malato (unica storia senza lieto fine).

Classico film buonista pieno di sentimenti... quello che ci vuole a Natale, dopotutto! Splendida versione di «Both sides now» di Joni Mitchell...

Questi sono i film che in questo periodo fanno da padroni nel mio lettore dvd... e voi quali film natalizi conoscete e magari rivedete a Natale?

Di Monica, 8 mesi e 11 giorni fa

Una Ratatouille realistica

Su consiglio del mio professore di grafica tridimensionale sono andata al cinema a vedere «Ratatouille», l'ultimo film della Disney Pixar uscito nelle sale da qualche giorno.

Mi sembra banale raccontarvi che i film della Disney sono stati e continuano ad essere sempre molto piacevoli da seguire, i personaggi sono sempre divertenti e (per essere un film destinato ad un pubblico giovanissimo) molto ben delineati psicologicamente, le trovate sono simpatiche...

La vera novità di questo film sta nei passi da gigante che la grafica tridimensionale ha fatto negli ultimi anni. I personaggi erano volutamente «pupazzi» - topolini con espressioni umane, umani con la testa enorme ed il corpo sottilissimo - ma le ambientazioni erano spinte ad un realismo estremo.

Sono rimasta scioccata dalla scena in cui la colonia di topi finisce in acqua: sembrava assolutamente vera, le luci, le ombre, i riflessi dell'acqua, la pioggia, gli schizzi, non c'era nulla di forzato, non riusciva a darti la sensazione del «finto». Tutta l'ambientazione della cucina del ristorante, allo stesso modo, sarebbe sembrata una fotografia: le superfici, i materiali...

Per chi è appassionato di grafica tridimensionale, secondo me è un film imperdibile, non fosse altro che per stupirsi dell'evoluzione che nel giro di pochi anni ha avuto.

Per chi non lo è, il film è piacevole comunque, è una bella storia e... mette appetito!