Di Monica, 4 mesi e 2 giorni fa

Tempi migliori

2315617055 Ed4db32c3dQuesto è il paesaggio di oggi fuori dalla mia finestra (se clicchi lo vedi meglio).

Nel frattempo, nonostante mia sorella non sia qui, c'è l'idraulico che sta sostituendo la caldaia ormai defunta, o quantomeno in coma irreversibile tale da spingerci alla decisione di metter fine alle sue (e nostre) sofferenze.

Mi sembra quindi la giornata ideale per sperimentare, sul mio laptop dalla scheda video ballerina, una Kubuntu con KDE 4.

E' che mi piace vivere pericolosamente :)

Di Monica, 7 mesi e 25 giorni fa

Non Linux VS Windows, ma Linux & Windows

L'altro giorno chiacchieravo con il mio relatore, che è anche docente di Sistemi Operativi. Chiacchieravamo, appunto, di Sistemi e mi ha colpito molto una sua frase, che suonava grossomodo così:

Quotidianamente incontro persone, anche studenti, che per Linux ucciderebbero. Darebbero fuoco a qualsiasi macchina su cui gira Windows, e a chiunque la utilizzi. E' un atteggiamento assolutamente sbagliato: noi siamo scienziati. Al di là delle preferenze personali, dobbiamo essere in grado di capire, di volta in volta, qual è il sistema che in quel momento è più utile ai nostri scopi.

Ho ripensato a quante discussioni ho avuto, nella mia vita, sull'argomento Linux contrapposto a Windows; e ho pensato anche che, appunto, «al di là delle preferenze personali», quotidianamente utilizzo sia l'uno sia l'altro sistema, a seconda degli scopi, dei momenti, di ciò che mi conviene.

A questo proposito stasera Doxaliber ha pubblicato la traduzione di un bellissimo post di Foobar (l'originale qui, la traduzione qui) che mi è sembrato particolarmente significativo, per chiunque utilizzi un computer e non soltanto per una determinata tipologia di utenza.

Senza dunque nemmeno sognarmi di appropriarmi né del contenuto originale né della traduzione, bensì invitandovi a visitare entrambi i blog che ho linkato poiché decisamente interessanti, riporto quello che secondo me è quanto di più significativo sia stato scritto in merito all'annosa diatriba Linux-Windows.

Questi Linux fanboy, sempre così irrazionali

Vedo un gran parlare suoi sostenitori di Linux: gli altri utenti tendono a percepirli come aggressivi, a volte arroganti e inutilmente conflittuali nel loro approccio alla difesa di Linux. Perché - sembrano chiedersi - esistono cose come la causa di Linux? Non dovrebbe essere una religione, un movimento, o qualcosa del genere. Perché gli utenti Linux sono spesso così... emozionali quando si parla del loro sistema operativo? Perché non possono semplicemente essere ragionevoli?
Alla fine gli utenti Linux sono visti come anti-Microsoft, criticano Microsoft in ogni occasione, a dispetto del fatto che per qualche utente Windows potrebbe essere la scelta migliore. Non dovrebbe essere sufficiente una comparazione punto per punto sui pregi ed i difetti per chiarire quale Sistema operativo ognuno dovrebbe utilizzare? Questa lista di vantaggi e svantaggii è probabile che sia differente per ogni utente, quindi qualcuno potrebbe avere benefici nell'utilizzare Linux, altri nell'utilizzare Windows. Un singolo può anche scegliere di usare Windows per qualcosa e Linux per qualcos'altro. Questo, apparentemente, dovrebbe essere chiaro ad ogni persona ragionevole, quindi perché tutto questo trambusto?

Penso di poterlo spiegare.

Talking past each other

La ragione principale che vedo è che in questa istanza gli utenti Linux e Windows stanno semplicemente parlano uno dopo l'altro. Quello che molti utenti Windows potrebbero non capire è questo: per molti utenti Linux il fatto che il Sistema Operativo sia libero ed open source è, in sé, una caratteristica importante del software. E qualche volta, questa caratteristica ha un'importanza rilevante rispetto al resto. Per questa ragione, mi piace Linux (che uso), ma anche FreeBSD (che non uso da molto tempo), KDE (che non uso) e molti altri, semplicemente perché sono open source. E non mi piace Windows (che ho utilizzato) e Apple (che non ho utilizzato) ed altri, perché sono software proprietari (closed source). Io non odio questi software, mi piace semplicemente evitarli tutte le volte che posso, perché l'utilizzo di software libero e open source per me è importante, anche se a volte si presenta con altre sfide da superare.

Il software libero e open source è un valore per alcuni, non per altri

Utilizzo Linux ed i software open source quotidianamente per tutti i miei lavori: sviluppo, documentazione, accesso ad internet, multimedia, presentazioni, etc. In queste categorie ci sono alcune applicazioni desktop per Linux che sono davvero meravigliose, ed altre che sono ancora dolorosamente mancanti. Il software per i server è generalmente eccellente, ma il software desktop non è ancora completo. Alcune volte la carenza di alcune specifiche applicazioni desktop o di driver per Linux può essere davvero fastidiosa, anche se questa situazione fortunatamente si presenta sempre meno spesso ai giorni nostri. In queste rare circostanze mi sono dovuto arrangiare con quello che avevo, anche se in alcune occasioni le soluzioni erano meno convenienti e ricche di funzionalità rispetto a quelle che si avrebbero con Apple e Windows.

Perché faccio questo? Perché io penso che sia importante utilizzare software libero. Il fatto che sia libero ed aperto significa qualcosa per me ed anche per altri utenti di software libero. E' un valore in sé, e questo valore sarà differente da una persona ad un'altra. Per me questo valore è grande abbastanza da rendermi disposto ad arrangiarmi in quei rari casi in cui queste funzionalità siano carenti sul mio desktop da lavoro. Il perché l'apertura del software sia un valore così importante è un topic per un altro articolo, per cui non ne parlerò in questa circostanza.

Per i sostenitori dell'open source

La lezione da imparare, quindi, è che se sei nella situazione di sentire che il software aperto e liberto sia in sé importante allora devi capire che molte delle persone lì fuori non la vedono in questo modo. Pertanto, affermare che Microsoft è cattiva o che tu odi Microsoft non ti porterà da nessuna parte. Questo aliena la tua audience fin dall'inizio, invece la grande maggioranza delle persone può essere vinta con argomenti basati su fatti, sulla fondatezza degli argomenti, sui vantaggi e svantaggi delle varie soluzioni.

Ci sarebbe una seconda angolazione che potresti considerare: invece di sottolineare continuamente quanto Linux sia buono (o quanto siano buone molte altri buone applicazioni Open Source o Sistemi operativi) potrebbe essere anche - o invece - sottolineare in generale i benefici derivanti dall'utilizzo di software open source ed i rischi (e pericoli?) dei software closed source, proprietari. Come dicevo, questo è un tipo di discussione totalmente differente, ma è una di quelle discussioni che dovrebbe essere tirata fuori più spesso visto che c'è ancora scarsa consapevolezza su certi argomenti nella maggioranza della comunità. E poiché il tuo pubblico non condivide ancora il tuo stesso punto di vista, e tanto meno la tua passione per il software libero, qualsiasi discussione su queste tematiche deve essere il più possibile ragionevole e basata sui fatti. Le emozioni qui servono solo ad intralciare la strada e probabilmente metteranno il tuo pubblico contro di te fin dall'inizio.

Per gli utenti Windows

Per gli utenti Windows o per gli utenti contenti del software proprietario e perplessi dalla strana passione e dalle intense emozioni di alcuni utenti Linux: è importante tenere a mente che queste persone potrebbero vedere nel software che utilizzano più di una semplice tabella di funzionalità, elencata punto per punto, con gli equivalenti di Windows e di Apple. O che loro vedono una funzionalità al primo posto per la quale non condividete gli stessi apprezzamenti: l'apertura e la libertà del codice sorgente. E che questa funzionalità fa si che gli utenti linux si adattino con workaround che appaiono strani ed arcani per chi di voi, per una serie di buone ragioni personali, non ha pazienza ed inclinazione per queste cose.

In questo caso quindi, per favore richiamate a mente il perché queste persone possono essere così appassionate per qualcosa che a voi sembra essere «soltanto software, soltanto un tool». Potreste ricordare alle persone così che voi amereste conoscere qualche valutazione sui pro e sui contro, e siete aperte ad una discussione tecnica su questi aspetti. Questo può portare la discussione ad un livello su cui entrambi potete concordare e sul quale vi potete capire fin dall'inizio. Allo stesso tempo, siate anche aperti ad argomenti sul software open e libero, o almeno riconoscete il fatto che per alcune persone questo è un valore importante. La sfida è solo nel fatto che gli argomenti sul software libero e aperto potrebbero apparire emozionali a te, mentre chi li sostiene potrebbe ritenere che questi aspetti sono molto più di semplici emozioni, o odio nei confronti di un'azienda. Per quanto ciò possa suonarti contraddittorio.

Conclusione

Quindi, se tutto va bene in futuro possiamo discutere su queste cose con la testa ed in modo più razionale, cercando di capire il punto di vista delle altre persone. Io continuerò a scrivere sul software open source, e potrebbe essere che riesca a diffondere un po' di luce per te sul motivo per cui sento che il software libero ed open source è importante. E qualche volta potrei essere trasportato da un topic che sento essere davvero molto importante. Per favore, sentiti libero di richiamarmi all'ordine e poi - se dovessi sembrare troppo «emozionale» per i tuoi gusti - chiedimi «semplicemente fatti».

Di Monica, 8 mesi e 5 giorni fa

gOS - tanto rumore per nulla

Nella fiacca domenica pomeriggio anche Twitter è meno vivace degli altri giorni, così si sorride per poco: così ad un tratto spunta fuori un sorriso quando qualcuno segnala che la lettera G ha colpito ancora.

E no, non stiamo parlando delle dichiarazioni inconcludenti di un anziano signore, ma della notizia che da un paio di giorni circolava in rete: il rilascio in versione non definitiva (alpha? beta?) di un sedicente sistema operativo innovativo: gOS.

Al vedere la lettera «G», ci siamo tutti fatti prendere dall'entusiasmo: è nato il sistema operativo di casa Google!

E tutti lì a downloadare, tanto che ieri il server ad un certo punto è crollato.

In realtà sul sito ufficiale non esiste nessun riferimento a BigG, anzi in realtà sì: leggiamo espressamente che

Google, the Google logo, and Google Maps, Gmail, Google Docs and Spreadsheets, Google Calendar, Google News, Google Product Search, Blogger, YouTube, are trademarks of Google Inc.

gOS is an independent operating system devoted to making Google Applications and other free, web software more widespread and accessible to the world.

gOS is not affiliated with Google or their partners.

E allora cos'è successo? Com'è che persino Felipe è stato tratto in inganno?

Che dirvi... sarà stata la grafica del sito che ha catturato l'attenzione impedendo di focalizzarsi sulle note di copyright... sarà che si vocifera di questo sistema operativo già da tempo e tutti si voleva correre a provarlo per primi... sarà che si è dato per scontato che un sistema che integrasse tutte le Google Applications dovesse essere di proprietà Google... insomma, ci siamo cascati in molti, la lettera «G» ha colpito alla grande.

Per fortuna, comunque, siamo stati un po' polli ma non del tutto scemi: è bastato avviare l'immagine ISO su VirtualBox per renderci conto che mai e poi mai un colosso come Google si sarebbe proposto sul mercato dei sistemi operativi con una perfetta copia di Ubuntu:

Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con Linux lo vede a occhio nudo: Ubuntu «standard» è marrone, gOS predilige il colore verde... ebbene sì, per chi non l'avesse capito, la lettera «G» sta proprio per «green»... ma di nuovo, speciale ed innovativo non c'è nulla! Il desktop include una barra di ricerca di Google (nemmeno molto curata esteticamente, a mio avviso) e una sorta di Dockbar nella parte inferiore con delle grosse icone cicciotte per avviare con un solo click le più comuni applicazioni Google e similari, tra cui Facebook, YouTube, Blogger, Skype... Per il resto abbiamo i menu di Ubuntu, le applicazioni di Ubuntu (mica tutte, ovviamente), le icone di Ubuntu...

Morale della favola? Furbi gli sviluppatori nella scelta del marchio, ma per sfondare ci vuole molto di più. E la prossima volta, leggere bene le «avvertenze»!

Di Monica, 9 mesi e 2 giorni fa

Tux esiste, e ci ascolta

Già il nome del blog, All DNS leads to metutti i DNS portano a me»), è un programma.

Ma la preghierina a Tux è un capolavoro:

Oh Linux, che sei nei dischi,
Sia santificato il tuo Root
Venga il freesoftware
Sia fatto il tuo backup,
Così in swap come in shell,
Dacci oggi il nostro Update quotidiano,
Rimetti a noi i nostri Driver,
Così come noi li rimettiamo alle nostre periferiche
E non ci indurre in formattazione
Ma liberaci da Windows, Amen.

Di Monica, 1 anno fa

Operazione Parlamento Pulito

Leggo non senza sorridere la notizia su Repubblica secondo cui dalla data di oggi i parlamentari hanno la possibiltà di installare sui pc di «lavoro» il sistema operativo Linux al posto di Windows, e risparmiare in questo modo sulla spesa per le licenze Microsoft. L'ordine del giorno era stato presentato da Pietro Folena e Franco Grillini, il quale a quanto pare è patito di tecnologia e si è messo a testare anche l'altra novità: la rete Wi-Fi che copre tutto Montecitorio e zone limitrofe. L'onorevole ha provato il collegamento senza fili «al Transatlantico, dalla buvette, dall'emeroteca, dal giardino d'onore e dai salottini laterali al cortile» e pare che funzioni benissimo.

E pensare che nella facoltà di Informatica dove ho studiato, hanno installato degli access point da anni, finanziati da un qualche progetto, e tuttora non sono ancora in funzione...

Che vi devo dire. C'è chi grida alla grande rivoluzione. Io tutto questo entusiasmo non lo provo, sarà per l'invincibile diffidenza nei confronti dei nostri politicanti, non importa da quale parte stiano.

La grande innovazione sarebbe stata una migrazione completa e collettiva a Linux. Che ci sia un parlamentare ogni N, per N grande a piacere, che vuole togliersi uno sfizio, beh, non mi cambia la vita, mi pare. E' solo un'ulteriore opzione di scelta che questi signori si sono dati. L'impiegato medio, la possibilità di decidere il sistema operativo da usare sul computer dell'ufficio (quindi non di sua proprietà) mediamente non ce l'ha.

E non ha nemmeno la rete wireless gratuita ai giardinetti.

Update: a quanto pare i deputati tecnologici non si sono fermati qui. Hanno immediatamente trovato il modo di investire (in modo certo e veloce) i soldi (teoricamente) risparmiati con Linux. Perché in Italia lo scandalo è l'intercettazione, non le porcate intercettate.