Le zucchine
E' che anche io l'ho visto questo film, ma senza attenzione. Perché la poesia, nel frastuono della cena, i bambini, i parenti, piatti che vanno e vengono, "scusa mi passi il sale?", la poesia, ecco, si perde, non arriva se non in frammenti.
Per fortuna c'è Marco, e Marco sì che è un poeta.
Infatti ha scritto questa cosa bellissima, e spero tanto che non se la prenda se ne riporto un po', ma non volevo perderla, non volevo che magari qualche distratto non la leggesse.
Ci sono dei bisogni che ci definiscono, dei bisogni che percepiamo come fondanti della nostra vita, della bolla di realtà in cui ci muoviamo:
"se muore lei, per me tutta questa messinscena del mondo che gira che..
possono anche smontare, portare via,"Ho capito che il calabrone alla fine non poteva non amare quel fiore, perché quel fiore era così bello e inaspettato che tutto aveva colore perché da quel fiore traeva il pigmento. Perché quel bisogno era lui stesso.
Nel bisogno che tutto sia vivo fiorisce il bisogno di qualcuno per cui tutto questo viaggio abbia un senso:"possono schiodare tutto, arrotolare tutto il cielo e caricarlo su un camion col rimorchio, possono spengere questa luce bellissima del sole che mi piace tanto, tanto... "
(...) Il bisogno è una bestia crudele e generosa. Crudele perché non regala alcunché, la brama duole, la mancanza non sottintende né contiene il bene desiderato. Le strade per averlo possono essere dure, durissime, non esistere a volte. Ma è una belva generosa perché spinge verso quel che colora la vita e dà la forza di fare tutto, di ridere e piangere, perdonare e di chiedere perdono, di correre e sapere quando fermarsi, di parlare e chiedere.
"lo sai perchè mi piace tanto? Perchè mi piace lei illuminata dalla luce del sole, tanto...
possono porta' via tutto questo tappeto, queste colonne, questi palazzi,
la sabbia, il vento, le rane, i cocomeri maturi, la grandine,"Tutto quel che è bello, che sia fuori di noi se vogliamo vederlo e desiderarlo o che sia dentro di noi, nei nostri ricordi più labili e odorosi, ricordi luminosi come un giorno di mare o caldi come un cucinino allegro pieno di piatti e di fotocopie, dolorosi come una paura di insincerità o felici come una mattina di sole, tutto ci rimanda a quegli occhi, a quelle mani.
"le sette del pomeriggio, maggio, giugno, luglio,
il basilico, le api, il mare, le zucchine... le zucchine..."

